Vi presentiamo in questa sezione dedicata i monumenti che descrivono la storia di San Clemente. Il suo nome ha origini di tutto rispetto visto che fu assegnato direttamente dal vescovo di Roma che fu il terzo successore di San Pietro dall'88 al 97 d.C.
Nel 962 Ottone I donò Castrum Sancti Clementis ai conti di Carpegna. Il castello restò poi tra i possedimenti dei Malatesta fino al 1500, quando poi venne conquistato dalla Repubblica Veneziana. Il castello Malatestiano ne rappresenta gran parte della storia. Infatti il centro storico è tutto racchiuso all'interno delle sue mura.
Molto bella la chiesa parrocchiale realizzatta dall'architetto Poletti nell'epoca ottocentesca. Nasce a San Clemente anche il famoso poeta Giustiniano Villa, che viene considerato uno dei poeti più significativi della poesia dialettale romagnola.
Attualmente il paesino è famoso per la propria produzione agricola, nonchè per l'ottimo Sangiovese artigianale così apprezzato da tutti gli amanti del buon vino.
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Osservando le Mura e i Bastioni di San Clemente le impronte malatestiane sono ancora ben presenti e ben inserite nel tessuto urbano del paese. Le mura malatestiane con i loro particolari Bastioni a base Quadrangolare racchiudono come un tempo il cuore del centro storico ed il complesso di Castelleale (a qualche km dal paese), uno dei rari esempi rimasti nel Riminese di edificio che è nel contempo grande fattoria e villa fortificata, costruito nel 1388 da Leale Malatesta, vescovo di Rimini.
La Fattoria fortificata di Castelleale di San Clemente è un complesso costruito nel 1338 dal vescovo riminese Leale Malatesta. La vicina chiesa parrocchiale conserva alcune tele dell'artista riminese Giovan Battista Costa. E' uno dei rarissimi esempi di insediamento rurale fortificato: purtroppo restano poche tracce dell'intera struttura medioevale.
La Fattoria fortificata di Agello di San Clemente è una frazione agreste con resti di mura malatestiane ed un piccolo edificio sacro detto Oratorio. Un altro piccolissimo borgo fortificato immerso nelle campagne testimone di quanto la zona fosse alquanto turbolenta a causa di incursioni da parte dei vicini Signori Montefeltro: padroni della zona delle Marche.