Trasferita perche troppo brava. II giudice non ha abboccato al controsenso e ha dato ragione alia dipendente dell'Ausl. II braccio di ferro tra un'assistente territoriale dell 'Ausl e i vertici dell'azienda sanitaria durava ormai da otto anni.
Era il 2001 quando Rita Bcrtuccioli, 51 anni, dopo 25 di servizio prestati sui territorio senza ombre, aveva ricevuto l'ordine perentorio e improvviso di lasciare la sua consueta scde di lavoro, in un ambulatorio territoriaIe di Coriano, per essere trasferita a Rimini. Una decisione che era arrivata come un fulmine a ciel sereno, mentre lei si trovava in ferie, cogliendola alia sprovvista e incrcdula. Sebbene a malincuore fa donna aveva lasciato il suo posto di lavoro e obbedito alI' ordine, prendendo servizio a Rimini. Trascorso qualche tempo perc, i vcrtici aziendali le cornunicavano un nuovo trasferimento e poi un altro e poi un altro ancora. In tutto ne ha collezionati sette, e senza mal avere una motivazione chiara messa nero su bianco, A que I punto l'inferrniera, assistita dalI' avvocato Roberto Giannini ha aperto un contenzioso. Con l'Ausl L'azienda sveva cercato di spiegare che il trasferimento era dovuto al fatto che la professionista era proprio brava "troppo brava" e che per questa la sua ollaborazione era indispensabile ovunque. Giustificazione ehe tuttavia non ha convinto il giudice Ciocca che dopo 4 anni ha eonsiderato illegittimo il trasferimento e ordinato il reintegro nel primo posto di lavoro. Nel frattempo pero anche la collettivita di Coriano, dove la donna era apprezzata per la sua professionalita, si era mossa. Un centinaio di persone aveva firmato una petizione per ehiedere il ricollocamento a Coriano dell'assistente territoriale. La sentenza del giudice e invece arrivata nel marzo dello scorso anna e nei giorni seorsi la vieenda si e definitivamente chiusa senza appelli 0 rivendicazioni da parte dell'Ausl. Ma non e stata aneora pronunciata Ia aperola fine, La donna, ehe in questi anni ha visto inerinarsi la propria stabilita psieologica a seguito dei eontinui e immotivati trasferimenti, e intenzionata ad and are fino in fondo e chiedere il risarcimento all'azienda sanitaria per i danni morali subiti.
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