Quale sia esattamente il rapporto del teatro con il piccolo schermo è un problema teorico e anche pratico per nulla risolto, ma assai presente nella vita economica e nell' immaginario artistico: è chiaro che fra i due mezzi c' è una fondamentale contrapposizione semioteca: caldo il primo e freddo il secondo, basato sulla presenza e sulla convenzione esplicita quello, fondato questo sull' assenza e sull' effetto verità. Le soluzioni che si sono viste in questi anni vanno dal clip realizzato con l' uso duro dell' elettronica, legato al teatro solo dall' identità dei produttori, al film di uno spettacolo ripreso dal vivo per la trasmissione video. Fra questi due poli stanno le revisioni di spettacoli teatrali, quelli concepiti apposta per la televisione, la rivisitazione video di testi teatrali, con usi via via più sofisticati dei mezzi elettronici e cinematografici. Tutte queste cose, naturalmente non si escludono e costituiscono tutt' assieme un campo di lavoro artistico, un possibile mercato importante, la documentazione una volta impossibile per la più effimera delle arti. Il programma di quest' anno conserva tutta questa latitudine d' approccio, anzi la amplia: perché accanto ai generi di teatro televisivo cui abbiamo citato ne aggiunge uno nuovo, l' installazione video Rilievo della parte emersa per quattro programmi sintonizzati, trentadue monitor e due piani inclinati realizzata dallo Studio Azzurro. Più tradizionali, ma senza dubbio affascinanti, i due omaggi fuori programma del festival di quest' anno: quello a Luca Ronconi (con La Bettina, Gian Gabriele Borkman, Orestea, Orlando Furioso, La Torre) e quello a Edith Clever, con tre film teatrali di Sybelberg (Signorina Giulia, Milly Bloom e Penthesilea). Nell' ambito del concorso invece, da stasera a sabato si vedranno realizzazioni italiane (fra gli altri dei Magazzini, delle Albe di Vreaenen, di Simone Garella, Barberio Corsetti, Santagata & Morganti, Mario Martone, Carlo Quartucci, Enzo Cosimi, Remondi & Caporossi) belghe (con la Medea di Rosas), canadesi (La la la Human steps), francesi (un video su Kantor, poi l' Hypothese di Pinget, la Venezia salvata di Engel, Nuit de Chine di Monnier e Duroure), inglesi, yugoslave, olandesi (la Needcompany, ma anche una coproduzione coi sovietici sul Cercau di Vassiliev) tedesche (regie di Karge, Zanussi, Wajda) spagnole (Fura dels Baus) statunitensi (Trisha Brown), del Togo. La premiazione è fissata per domenica mattina, al Palazzo del Turismo di Riccione. - dal nostro inviato UGO VOLLI
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