La ricetta anti-crisi di Grossi: ‘Lo sviluppo passa dal Palas’

Sviluppo Palas Riccione


«LO SVILUPPO economico riccionese passa attraverso le grandi opere, come il palacongressi, arrivato al momento giusto e cioè di grande crisi, ma anche attraverso il porto, treno che alla città non doveva sfuggire». A far pressione sui «cuori pulsanti» dell’economia è Orfeo Grossi, referente di Riccione e presidente provinciale di Assindustria per il settore tessile, abbigliamento e calzature. La recessione è palpabile anche in riviera, ma il noto imprenditore, impegnato di persona in più ambiti imprenditoriali invita all’ottimismo e a dare una sterzata su alcune scelte, compreso la viabilità e l’arenile.

Il noto imprenditore: «La gestione può essere migliorata»

Anche il Palas può dare di più, non crede?
«La gestione può essere migliorata. Ci sono i margini per farlo. Non dimentichiamo che circa l’80% dei palazzi congressuali ha una gestione in perdita e solo il 20% in attivo. E neppure con numeri interessanti».
Perché succede questo?
«I palacongressi sono a servizio della città, anche se la gestione è buona, è difficile che riportino un attivo. Sul Palas ho letto cose poco simpatiche. Chi conosce l’economia della zona, sa che per lo sviluppo della città questa è stata la più importante opera in assoluto del dopoguerra. Non va a vantaggio di pochi, albergatori e commercianti, ma di tutto l’indotto, perché ha messo in moto numerose ristrutturazioni che hanno impegnato tanti dipendenti e artigiani.Anche la collocazione è giusta».
Ma i negozi restano vuoti...
«Credo che si potesse far meglio. Bisognerebbe trovare una grande azienda, interessata all’acquisto dell’intero piano».
Intanto la crisi colpisce anche a Riccione?
«Qui, come in tutta la provincia, per ordini e fatturato i numeri del tessile, rispetto i primi quattro mesi del 2008, sono in flessione del 20%. Il 2009 sarà l’anno peggiore, ma per il 2010 è prevista una ripresa».
Torniamo alle opere. Il porto è fermo da decenni, un errore?
«Abbiamo perso un treno. Una città come Riccione non doveva farselo sfuggire. Tutti, da Cattolica a Bellaria, hanno costruito una nuova darsena. Noi no. E’ stata una grande mancanza».
Il nuovo boulevard sul lungomare invece?
«È un’opera ammirevole, un’arma in più, ma è assurdo che chi passeggia sul lungomare, a differenza di tutte le altre città d’Italia, non possa vedere il mare per via delle cabine che bisognerebbe posizionare in verticale”.
Cosa pensa di un’isola davanti alla città?
«Non avendo spazio, per realizzare un porto adeguato, penso che un atollo possa essere un buon rimedio».
La città è divisa sul Trc, lei che dice?
«Riccione è considerata più appetibile di Rimini sul piano commerciale, per questo, soprattutto d’estate può portare vantaggi. Lo vedo meno positivo sotto l’aspetto ambientale. E’ comunque importante realizzare la terza corsia dell’A14 e la variante alla S16. Per andare a Rimini serve un’ora!».