L' Aquadance più felice del mondo dedicata all' italiano insoddisfatto

Dopo lo sbarco degli ufo, il «miracolo». La direzione di Aquafan fa ricorso nuovamente all' incredibile per far colpo sugli italiani che «non sono felici», come recitano migliaia di manifesti promozionali tre metri per sei affissi da inizio stagione sulle plance di tutte le regioni del nord della penisola. Una mattina dell' estate del 2001 spuntarono delle strane tracce nel parcheggio.

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Spot Aquafan

«Questa notte è atterrato un ufo», l' annuncio immediato. Una bufala, ovviamente, come si scoprì due giorni dopo, non prima che un ufologo convinto, accorso sulla collina di Riccione, annunciasse ai tigì nazionali di aver rinvenuto della «bambagia silicea, materiale che non esiste in natura». In riviera capita anche questo. Sette anni dopo, ci risiamo. «Un miracolo dimostrabile scientificamente», proclama Pier Pierucci, stratega del marketing di Aquafan. Si compirà, grazie alla collaborazione della rivista Focus, alle 12 in punto di oggi, a fianco della piscina a onde artificiali, dopo mezzora di spettacolo della « Aquadance più felice del mondo».

Se si tratterà della moltiplicazione di pani e pesci oppure di camminate sulle acque, per essere in tema con l' elemento del parco, Pierucci non lo rivela. L' obiettivo è creare attesa nel pubblico, «ma soprattutto provocare un dibattito sulla ricerca della felicità». Il ragionamento, piuttosto atipico per un' azienda con scopo di lucro, è questo: gli italiani non sono felici, inseguono sogni improbabili, come quello di vincere al Superenalotto o al tavolo del poker, finendo per piangersi addosso e vivere male. Dunque occorre un rimedio, almeno per i momenti di divertimento. Ecco allora l' idea di organizzare la « Festa dedicata alla felicità». Ma non basta. Serve qualcosa di più grande, «un miracolo».

Per scioccare, stupire e fare pubblicità al parco, naturalmente. «Ma anche per riflettere - è ancora Pierucci ad argomentare - su quell' ansia verso gli obiettivi che troppo spesso corrispondono con ciò che definiamo felicità, ma che in realtà, una volta raggiungi, si dimostrano deludenti, insoddisfacenti, di scarso valore e spessore». Chi oggi vorrà assistere al miracolo dovrà infatti pagare il biglietto, 23 euro. Il giorno dopo potrà tornare gratis. Anche questo un miracolo, ma del marketing.

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DATA : 13 Agosto 2008
CATEGORIA : Turismo
FONTE : Repubblica
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