Sette o otto anni fa, quando Franco Quadri arricchì il vecchio Premio Riccione, dedicato alla selezione di nuovi copioni teatrali, con una sezione TTVV (Teatro TeleVisione Video), il teatro sembrava definitivamente espulso dal piccolo schermo e dalle sue enormi platee. In questi giorni, che segnano la fine del ciclo attuale di vita del Premio (dato che Quadri ha annunciato di ritirarsi da questo impegno e il Comune di Riccione ha aperto un dibattito su come far proseguire questa istituzione culturale) la situazione è del tutto diversa.
RaiDue trasmette regolarmente una serie di spettacoli teatrali, in cui è appena apparso quel grande esempio di scrittura scenica e cinematografica che è Gli ultimi giorni dell' umanità di Karl Kraus e Luca Ronconi. Perfino una rete esplicitamente ma intelligentemente commerciale come la ' pay tv' Tele+1 ha incominciato a registrare dal vivo degli spettacoli teatrali, che saranno trasmessi dal prossimo gennaio. Il merito non è tutto di Riccione, naturalmente. Altri festival, la campagna battente dello scomparso Ugo Buzzolan, critico televisivo di ' La Stampa' , fatti economici precisi come la ' tenuta' di pubblico del teatro, hanno determinato questo risultato. Ma vale la pena di notarlo a Riccione, anche in questa edizione, quando il TTVV è stato limitato a una breve rassegna informativa, al posto del premio e dell' altra selezione degli altri anni. Oltre al lavoro di Ronconi, e ai film che Andrea Barzini e Umberto Marino hanno tratto da spettacoli teatrali (Il sassofono, Italia Germania 4-3) studiandoli però per il grande schermo cinematografico e non alla televisione, al TTVV si sono potuti vedere quattro Pirandello per RaiDue e tre spettacoli stranieri. Nella produzione italiana si segnalavano opere di registi interessanti come Carlo Cecchi e Massimo Castri, il quale ha riscosso i maggiori consensi. La produzione straniera comprendeva Top girls di Caryl Churchill, una commedia realizzata anche da noi due stagioni fa da Marina Bianchi, che parte dall' ipotesi di riunire a conversare attorno a un tavolo da pranzo alcune delle più grandi donne del passato. Poi c' era Die Zeit und das Zimmer di Botho Strauss, con la regia di Luc Bondy, e il mitico Dans la solitude des champs de coton di Bernard Marie Koltès, con la regia e la straordinaria interpretazione di Patrice Chéreau. Tutti girati molto bene, con i movimenti avvolgenti e sornioni della camera intorno al dinner di Top girls e le immagini di desolazione urbana di Chéreau, questi film televisivi confermano però il problema semiologico del teatro in televisione, quella che Ronconi ha chiamato ' la differenza di sintassi' fra il realismo naturale del piccolo schermo e la naturale propensione del teatro per gli effetti di irrealtà e gli eccessi di senso. Da questa forbice distruttiva si salva forse il teatro del quotidiano, da un lato e dall' altro escono i grandi gesti retorici del teatro antinaturalistico, come la straordinaria babele bellica e giornalistica costruita da Ronconi, o quel grande e insensato gesto retorico congegnato da Koltès e Chéreau. Ma su tutto questo è evidentemente necessario ancora riflettere e sperimentare molto. Buone notizie anche sul fronte del premio drammaturgico, giunto alla quarantunesima edizione. Una giuria particolarmente qualificata (Ronconi, Garboli, Brusati, Raboni, Colomba, Fabbri, Gregori, Ronfani) ha premiato Moro da morir di Maurizio Donadoni. Si tratta del racconto divertentissimo delle difficoltà di una compagnia teatrale dispersa in una tournée calabrese, condotta in uno stile epico-grottesco, con un uso importante dei dialetti e un' evidente cognizione dei fatti, dato che Donadoni è un attore professionista piuttosto noto. Segnalazioni anche per L' aquila bambina di Antonio Sixty, Andrej Rubliov di Maura del Serra Fabbri, Ocean, una conferenza esistenziale di Bebetta Campeti, e Filax Agghelos di Renato Sarti. Da segnalare anche l' assegnazione di un ' premio speciale Aldo Trionfo' alla carriera al drammaturgo, traduttore e insegnante di teatro Ettore Capriolo. Il Premio Riccione entra in questo momento in una fase di rifondazione e ridefinizione. Bisogna augurarsi che la sua ricca tradizione passata e recente venga così perpetuata e non dispersa. - dal nostro inviato UGO VOLLI
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