È l'occasione per portarsi a casa volumi ormai introvabili, come le monografie dedicate a Joseph Beuys, Carol Rama, ma anche a Lorenzo il Magnifico o SavonaroDa oggi a fine mese al museo di arte moderna si possono acquistare volumi a metà prezzo e oggetti di cartoleria in promozione la, oppure edizioni recenti come tutto «Mitomacchina», «Tiziano. Ultimo atto», «Picasso 1917-1937» o «Yearsbook of World Architecture 2008». Dal 1° febbraio, infatti, la libreria cambierà gestione. «La decisione di interrompere la collabroazine prima della scadenza è frutto di un accordo consensuale - spiega il direttore del museo Gianfranco Maraniello - . A breve verrà diffuso un avviso di pubblico interesse, cioè un bando aperto ai privati, per trovare un nuovo gestore. Confido che potremo essere pronti per la mostra dedicata a Federico Fellini, a marzo». C'è da annotare che il Mambo, dopo aver pubblicato i primi cataloghi delle mostre con Skira, ha avviato una propria collana editoriale, la «Mambo Edizioni», che ha già dato alla luce i cataloghi delle mostre di Luigi Ontani, Giuseppe Penone, Seth Price e presto darà alle stampe il catalogo di Gilberto Zorio, in collaborazione con il Centro Gallego de Arte Contemporánea di Santiago de Compostela dove le «stelle» e i «giavellotti» dell'artista torinese faranno prossimamente tappa.
In attesa di una nuova sistemazione è anche la libreria della Pinacoteca Nazionale, chiusa da diversi mesi. Il soprintendente al patrimonio storico artistico Luigi Ficacci si era riproposto mesi orsono di riaprire in occasione di Arte Fiera, con una nuova formula che coinvolgesse realtà imprenditoriali anche locali. Ma è ancora tutto sospeso: «Come soprintendente devo aspettare le direzioni dal Ministero per i bandi nazionali - spiega Ficacci -; la mia intenzione era di riaprire quanto prima quello spazio, con una nuova formula che potesse servire alle aziende come esperienza grazie alla quale presentarsi poi, eventualmente, per il bando indetto dal Ministero». Purtroppo città come Bologna, Ravenna o Ferrara non sono appetibili per gli imprenditori quanto lo sono centri turistici come Venezia, Firenze o Roma. Ma «la soluzione potrebbe giungere - prosegue il soprintendente - dal Touring Club, il quale assumerebbe la gestione della libreria direttamente come editore. È un aiuto che si aggiungerebbe al lavoro dei suoi volontari, grazie ai quali oggi possiamo tenere aperto Palazzo Pepoli Campogrande. Le librerie non sono indispensabili, ma sono il cuore di un museo.È con esse che si mostra al pubblico la propria vocazione scientifica e turistica».