NELL’AUTOLAVAGGIO di viale Romagna, le attrezzature che in azione superano i decibel consentiti dalla legge, di notte non potranno essere utilizzate, finché non verranno adeguate in modo tale da non provocare fastidio ai vicini.
NELL’AUTOLAVAGGIO di viale Romagna, le attrezzature che in azione superano i decibel consentiti dalla legge, di notte non potranno essere utilizzate, finché non verranno adeguate in modo tale da non provocare fastidio ai vicini.
Lo impone un’ordinanza che andrà in vigore da oggi. Il provvedimento fa seguito alle numerose lamentele dei vicini, già riportate su queste pagine, e ai rilevamenti dell’Arpa richiesti dal Comune che superano di 20 decibel il limite consentito.
Proprio per evitare il ripetersi di casi del genere, il sindaco Massimo Pironi ha intenzione di rivedere il regolamento che interessa altre attività del genere, presenti sotto la Statale.
INTANTO conferma: «Oggi il dirigente del settore Ambiente emetterà un’ordinanza con la quale indicherà che certe attrezzature, quelle verificate dall’Arpa, che hanno superato limiti, non possono essere utilizzate finché l’azienda non le metterà a norma. Entro sessanta giorni i titolari devono presentare il piano di adeguamento. Di giorno se si è nei limiti si può lavorare, ma la notte no».
I controlli, effettuati a fine luglio si riferiscono alle ore notturne, quando l’indice di rumorosità viene abbassato, per cui il provvedimento dovrebbe interessare all’incirca l’arco di tempo che va dalle 23 alla mattina.
«Da parte mia _ continua Pironi _ c’è la volontà di verificare i regolamenti di tutti questi servizi, ubicati soprattutto nei centri abitati. Questo per modificarne eventualmente gli orari». Il sindaco aggiunge: «Dobbiamo stare dalla parte dei cittadini e tutelarli soprattutto in queste occasioni, dopo aver fatto i dovuti controlli. Qui non c’è nemmeno il dubbio. Il nostro dirigente Ezio Venturi ha già in mano i dati. Stiamo facendo il nostro lavoro per garantire la convivenza civile e gli standard di benessere che vogliamo per Riccione».
Pironi conclude: «L’Arpa l’abbiamo chiamata noi, in seguito alle numerose proteste che erano giunte in Comune. Ci siamo attivati in base a questo». Un giro di vite sugli orari l’hanno chiesto anche i vicini di casa, sia per i rumori che per gli schiamazzi. «Il mese scorso _ ci raccontano _ nel cuore della notte un gruppo di ragazzi ha svegliato tutto il vicinato. Di certo erano un po’ alticci. Entrati nell’autolavaggio si spruzzavano l’acqua addosso l’un l’altro, urlando a squarciagola. Il giorno si lavora, la notte vogliamo stare tranquilli». Un altro vicino esasperato di recente nel bel mezzo della notte è andato a chiudere il cancello principale del servizio.
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