L’emozione mondiale vissuta dalla ‘sua’ curva. E al sorpasso è delirio

«MATALO Vale, matalo!». L’urlo di Santiago, arrivato da Madrid, si perde tra i cori della curva, mentre Valentino sta per affrontare Pedrosa. «Dai Valentino, dai», scatta in piedi Giorgia, partita dalla Sicilia per gustarsi il trionfo del Dottore. E’ un lampo, un dolce, eterno secondo. Qualcuno tra i 4mila della tribuna ridipinta dal giallo delle bandiere e dei cartoncini con il numero 46, accenna una ola, quasi sentisse che il momento è quello propizio

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Sfida Valentino Rossi Pedrosa Gran Premio Misano

E Vale c’è! Brucia Pedrosa con un sorpasso fulmineo, proprio nel punto del tracciato in cui la pista si allarga e fa un lunga curva, quasi a prendere l’abbraccio dei titosi. E’ il sorpasso più bello, il più lungo. Quello che Vale una festa, che fa scattare in piedi tutta la tribuna della Brutapela. Che fa abbracciare Tiziana, tifosa romagnola, e Peter, nerboruto centauro tedesco partito giovedì da Monaco per godersi il Motomondiale.
«E’ IL SOGNO che si avvera, di nuovo», racconteranno poi i tifosi di Vale. Che lì, su quella tribuna ieri, hanno potuto sognare come e più dell’anno scorso. Nel 2008 Valentino a Misano vinse praticamente il titolo. Stavolta la strada è ancora lunga: «Quel Lorenzo lì, mica vuol mollare», masticano amaro i fondatori del Valentino fan club, mentre distribuiscono cappellini e bandiere a tutti. Anche quest’anno non hanno badato a spese: chi sceglie la Brutapela, la tribuna ‘riservata’ ai tifosi di Rossi, non può non fare il tifo. E allora vai con i 4mila cappellini, i 4mila cartoncini colorati di giallo, e le 2500 bandierone con impresso il numero 46. Alle 10, un’ora prima delle 125, nella tribuna non c’è neanche più un posto in piedi. Buona parte della curva è formata dalla gente di Tavullia.
Ma non ci sono solo loro, i compaesani del dottore. C’è tutto il mondo su quegli spalti: tifosi arrivati da tutta Italia, dalla Germania, dalla Spagna, qualcuno perfino dagli Stati Uniti. C’è anche Marco Materazzi, grande amico di Valentino. Ci sono tutti, che la festa abbia inizio. Ma la corsa delle 125 serve solo a ‘riscaldare’ i tifosi di Vale, che provano qualche coreografia per la gioia delle telecamere. Quando in pista scendono le 250, i ‘valentiniani’ sono tutti con Marco Simoncelli, che per loro è l’unico erede del Dottore. Peccato che finisca sull’erba dopo pochi giri...
ALTRA STORIA, quando si accendono i semafori e scattano le Motogp. Valentino non parte troppo bene, ma i tifosi non si disperano. «Vedrete che andrà come un treno», sentenzia Giovanni dopo il quarto giro. Ne passano altri 3, ed eccolo lì il sorpasso su Pedrosa, proprio sotto la Brutapela. Il resto è una sinfonia, spezzata solo dai fischi che raggiungono Lorenzo ogni qualvolta sfila dietro Valentino. Il finale è un film già visto a Misano: il Dottore compie il giro trionfale e si ferma sotto la Brutapela, abbraccia i tifosi e porta in trionfo la bandiera con il 46. La festa continua in pista, gli organizzatori aprono i cancelli, oltre 3mila partono per raggiungere Valentino ai box. Lui, dopo i saluti, esce ‘scortato’ dall’inseparabile Uccio e da Materazzi. Ma la febbre gialla è tutt’altro che passata. Migliaia di tifosi salgono sulle moto e ‘volano’ a Tavullia. «Mai vista tanta gente, non sappiamo più dove farli parcheggiare», sorride Bruno Del Moro, il sindaco. Qualcuno gli butta lì: «Sindaco, è ora che paghi da bere a tutti». E lui: «Mi volete mandare in rovina...». Per Vale, questo e altro

foto by http://www.flickr.com/photos/8921569@N07/

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DATA : 7 Settembre 2009
CATEGORIA : Sport
FONTE : Resto Del Carlino di Manuel Spadazzi
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