Le richieste arrivano soprattutto dai negozi delle aree centrali: viale Ceccarini, viale Dante, Corso Fratelli Cervi e zona San Lorenzo. Si vede già gente sbirciare attraverso le vetrine nei viali dello shopping. Sono solo ricordi le lunghe file di fronte ai negozi di abbigliamenlo ancora chiusi per accaparrarsi il capo più interessante come succedeva qualche anno fa quando la gente, nell'attesa, si attrezzava con banchetti pieghevoli. La crisi ha indotto i consumalori a farsi più guardinghi e scegliere con cura le migliori offerte.
Dall'area pedonale centrale arrivano le lamentele unanimi dei commercianti e delle commesse, queste ultime preoccupale di perdere il posto di lavoro, mentre, conti alla mano, un ruolo molto rilevante l'hanno avuto gli outlet e gli ipermercati. Per gli operatori non resta che sperare di smaltire le rimanenze nei magazzini nel periodo dci saldi.
"Da domenica 27 la situazione si e sbloccata - ci dicono i commercianti intervistati -. Abbiamo cominciato a vedere qualche turista, proprietario della seconda casa a Riccione, che ha scelto di trascorrere il Capodanno da noi. Mentre altre località per attirare le famiglie con bambini hanno cercalo di organizzare eventi di intrattenimenlo, da noi prima di Natale non c'è stato nulla nel periodo infrasettimanale. Basta tanto poco per attirare gente sui viali dello shopping come ad esempio un mercatino per bamhini, due cornamuse per entrare nell'atmosfera della festa, un alternarsi di Babbi Natale.
Qualche volta l'Amministrazione potrebbe anche consultare i singoli operatori che con poca spesa di idee ne hanno da vendere per attirare gente nei viali dello shopping. Un esempio: domenica 20 dicembre il viale Ceccarini era triste e deserto perché la gente si era riversata al Block60 dove c'erano musica e giochi". "Quello trascorso è stato il periodo peggiore da quando ho aperto Il negozio in viale Dante - commenta Aldo Terenzi -. se le cose continuano ad andare così, l'ultima prova è quella della prossima estate, chiudo l'attività anche se a Riccione il mio negozio, aperto 65 anni fa, è ormai un'istituzione e ancora oggi vanta una clientela di livello che porta lustro alla città e se non espongo il cartello 'saldi' è solo per un discorso dì immagine