Ancona. Saldi con l’ombrello ma sconti da favola

Saldi Ancona


Ribassi record. Code alle casse nonostante il tempo pazzo. Da Rocchetti c’è la fila anche fuori dal negozio. La corsa ai saldi ha riempito la città con code fino fuori dai negozi già nella prima mattinata di ieri. A contraddistinguere il via agli sconti è la politica aggressiva del ribasso, con negozi che pubblicizzano il taglio dei prezzi fino al 70%. “Un modo per far girare la merce, i soldi e per recuperare le poche vendite sotto Natale”, commentano i negozianti.

Ma non manca chi, tra i commercianti, preferisce tenere la saracinesca abbassata aspettando il giorno della Befana per scontare tutto. L’assalto al centro non si è fatto attendere, nonostante il tempo pazzo di ieri. E oggi i negozi torneranno ad essere aperti per la prima domenica di saldi.

Tutti in fila
In corso Garibaldi la coda per entrare da Rocchetti che con la sua svendita a metà prezzo “minimo” su tutti i capi d’abbigliamento è stata la meta più ambita dagli amanti dello shopping scontato, nel giorno d’esordio. Tempi d’attesa non troppo lunghi per i clienti che hanno comunque aspettato con pazienza la possibilità di portare a casa l’affare. Il maltempo di ieri mattina ha frenato la corsa ai saldi solamente nelle prime ore, poi è stata tutta una coda anche alle casse. In fila per pagare nelle catene, vedi Zara, Intimissimi e Champion. Altrettanta affluenza si è avuta anche negli altri esercizi, soprattutto quelli specializzati nell’abbigliamento, dove la clientela ha formato un via vai continuo.
Sconti record
Il segnale della crisi economica si manifesta con la percentuale di sconto elevata quasi ovunque. Se negli scorsi anni il massimo di ribasso d’avvio era fissato al 50%, ora si arriva oltre la metà del prezzo. Anzi è da questa riduzione che partono molti negozi. In prima fila gli esercizi grandi firme. Con Silvi calzature che garantisce sconti tra il 30% e il 60%, Grandinetti fino al 50%, come Gisa.
Fino al 70% da Jolidon mentre il metà prezzo spopola anche nelle catene come Sisley, Benetton, Bata e Target. “Facendo saldi al 50% o anche più alti sicuramente si incentivano i clienti all’acquisto e ciò porta ad avere più soldi in circolazione e d recuperare quello che è stato penalizzato con la crisi - commenta Antonella Bartozzi del negozio di abbigliamento Big -. Poi dobbiamo pensare anche alla merce: si vende di più e c’è un ricambio di capi che altrimenti rimarrebbero in magazzino”. Un modo quindi per evitare che la quantità di merce invenduta a causa della crisi rimanga in negozio. “Di questi tempi, è l’unico sistema per far sì che le persone comperino. Qualche sconto l’abbiamo già fatto sotto Natale, come anche altri nostri colleghi, per incentivare ad acquistare e quindi riuscire a lavorare. Comunque i saldi sono iniziati davvero troppo presto quest’anno, sarebbe meglio tornare come era una volta ossia farli incominciare verso metà gennaio”.
Clienti soddisfatti
Soddisfatte, al contrario, le persone che per comperare il desiderato capo d’abbigliamento non hanno dovuto attendere troppo. “Siamo in giro per il primo giorno di saldi - commenta la signora Francesca -. Iniziarli presto è una buona idea così poi si possono sfruttare subito le cose comperate. Ormai le persone aspettano gli sconti per fare acquisti perché i soldi non si possono più sprecare”. “E’ diventato importante anche risparmiare i 30 euro per una maglia però si deve stare attenti alla merce: che non sia degli anni scorsi perché magari il negozio se ne vuole liberare”.