Va in questa direzione la pubblica assemblea che il Comitato d’area di viale Ceccarini, presieduto da Giorgio Mignani convocherà a breve per mettere a fuoco i lavori da realizzare nel ‘salotto’. A tavolino con negozianti, pubblici esercenti e albergatori saranno chiamati anche amministratori comunali e categorie economiche. Gli operatori chiedono in coro che l’arredo urbano inaugurato dal sindaco Terzo Pierani, una ventina di anni fa, e mai completato, venga rifatto senza deroghe. «È diventato un viale anticommerciale.
La gente cade a terra in continuazione e per evitare capitomboli, anziché guardare le vetrine tiene gli occhi puntati sui piedi — sbotta Anna Baleani del Consorzio d’area —. Il sindaco Massimo Pironi ha capito che questo viale è il motore trainante della città, quindi intervenga! Se i lavori non verranno inseriti nel Piano Triennale dei lavori pubblici, succederà una rivoluzione. Bisogna intervenire in superficie e sotto, le tubature esplodono in continuazione».
LA BALEANI solleva anche il problema della gestione della pubblicità: «Non è possibile che tutti vengano a farla qui. C’è un mercato indiscriminato, dove si vende di tutto, senza selezione. Perché alcuni non si dirottano altrove? Vicino al gazebo all’incrocio con viale Dante c’è di tutto». La Baleani invita pure a far rispettare l’ordinanza che vieta di percorrere il viale in bicicletta, perlomeno dalle 20 alle 24. Stesso disco con i risciò. «Questa selva di cartelli pubblicitari — tuona il presidente Mignani — al viale non dà l’immagine che vogliamo. Bisogna riportare l’ordine. Sappiamo che un intervento di arredo urbano è molto costoso, si affidino i lavori a uno sponsor, come era accaduto con la Swatch e il progetto Mendini. La mia idea è di togliere tutto quello che c’è nel viale».
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