"Forse - continua Oscar Del Bianco - io e Ilio Pulici abbiamo commesso un errore quando si è creato il viale pedonale. Eravamo convinti che l'attività del Consorzio poteva e doveva prescindere da chi ci fosse al suo interno. Così ora, che si deve ripartire per progettare il futuro e dare una nuova immagine, ci vogliono protagonisti e imprenditori che menano mano al portafoglio, non per le proprie attività, bensì per promuovere il Viale.
Oltre 20 anni fa è bastato il volontariato di noi imprenditori, e io per primo dedicavo una metà del mio tempo al Consorzio e solo l'altra metà alla mia attività. Ora il volontariato dei commercianti resta, però non basta e c'è bisogno di professionisti. Così dico che i miei colleghi devono 'fare sistema' e ridare voce al Consorzio. Infatti, mai come ora che si è in crisi, c'è bisogno dì finanziarlo e investire. Si, perché se il primo a investire e credere nelle potenzialità del Viale sono i commercianti che vi operano, arriveranno anche i fondi dagli sponsor. Perciò si devono fare e presentare progetti, per i quali chiedere poi finanziamenti, anche pubblici".
"Per il futuro posso solo osservare e dire che mai come in questi momenti di decisioni che cambiano l'immagine del Viale, o gli imprenditori diventano protagonisti, oppure sono passivi e accettano le decisioni degli altri. Tutto questo pensando che è la stessa amministrazione che chiede il loro parere e sollecita le loro idee. Proprio agli amministratori suggerirei di contattare grandi firme, non necessariamente e solo per architettura e arredi, e chiedere loro come vedono il nostro Salotto, proiettato a fra 20 anni" suggerisce Del Bianco.
"Ci vuole una idea-guida - continua poi il proprietario del Block 60 -, individuare una strategia. Per mio conto posso lanciare quella che ai più parrà una provocazione: nella zona centrale, dalla ferrovia alla spiaggia,
fare una immensa isola pedonale per farvi trascorrere vacanze tranquille e fare dell'ecologia un modo di vivere, almeno qui a Riccione. Vi dovrebbero avere accesso solo navette elettriche e biciclette, magari da prendere e lasciare in grandi parcheggi da realizzare nelle immediate vicinanze.
Faremo così della Perla una città per vacanze ecologiche e recupereremmo il viale Ceccarini a palcoscenico, ma per eventi, culturali o ludici, importanti. Per fare tutto ciò c'è però bisogno di un tavolo di 'teste pensanli', indipendentemente dal ruolo o dalla carica che si ricopre".
"Poi, allargando lo sguardo da viale Ceccarini - continua Del Bianco - è il caso di concretizzare, con una regia unica, l''idea di 'fare sistema'. Da Cattolica a Rimini, prendendo anche l'entroterra ancora da scoprire e valorizzare, c'è di tutto: dai parchi al campi da golf, dai centri di equitazione all'autodromo, senza dimenticare l'aeroporto, che potrebbe diventare luogo di partenza per visite nelle città e nei paesi più belli del mondo, quelli italiani".
"Per fare questo salto di qualità spiega così Oscar Del Bianco - è necessario che scendano in pista forze giovani, lasciando a noi 'vecchi' il compito di trasmettere loro la nostra esperienza e dare consigli, affinché non si ripetano errori fatti nel passato. Un primo consiglio a chi vorrà affrontare questa sfida: puntate su grandi artisti per rompere gli equilibri e non scivolare nella banalità. Non si incide certo parlando di pavimentazione e illuminazione. Però al momento- conclude Del Bianco - la realtà è che il Comune, per ridisegnare Viale Ceccarìni - vorrebbe delle idee dagli impenditori, ma bisogna trovarle".
Per la verità, da queste prime uscite, sembra che le idee non ne hanno.