Prima condizione: «Il percorso deve essere a binario unico su tutto il nostro territorio e non a doppia sede nel tratto che va dalla stazione al sottopasso di viale Verdi».
In questo modo, secondo il sindaco, si recuperano spazi utili. Il tracciato secondo il sindaco deve diventare il meno invasivo possibile soprattutto per quel che riguarda via Portovenere. In via dei Mille, invece, pare scontata la mattanza dei pini, ma anche in questo caso Pironi pone delle condizioni. «Innanzitutto parliamo di mezzi elettrici su gomma che semplicemente circoleranno in corsie protette a livello delle strade attuali. Non ci saranno muri o barriere a dividerli dal resto della strada». Tolte le zone dei sottopassi dove il tracciato si alzerà, nel viale dei Mille il sindaco vuole un’ampia carreggiata divisa tra il percorso del Trc e quello del traffico veicolare.
«AI PROGETTISTI chiederò una cosa basilare: il ripristino del verde. Non parlo di siepi o piccole piante, ma di alberi veri e propri». Altra novità «il percorso proseguirà fino all’Abissinia senza corsia protetta, sfruttando lo sfondamento di viale XIX Ottobre. In questo modo non dovremo più toccare il piazzale della stazione, e riusciremo a non far impennare i costi perché lo sfondamento del viale è già finanziato e non ci sono altri ostacoli per permettere ai mezzi di arrivare all’Abissinia».
Se il ‘nuovo’ metrò nella mente di Pironi è meno invasivo dei progetti visti in passato, mette però in discussione il progetto delle Ferrovie dello Stato. Si tratta della barriera alta una decina di metri per insonorizzare le zone residenziali a ridosso dei binari. Progetto che aveva ottenuto il via libera dell’amministrazione precedente, ma al momento pare si sia bloccato.
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