Partite le trattative con l’antiquario Verni

AFFITTARE il Palazzo del Turismo per sostenere il palacongressi non è assolutamente un’operazione strategica. Sto verificando, se esistono le condizioni per conservare quegli spazi a uso pubblico o, addirittura, fare in modo che chi ha partecipato al bando rinunci all’aggiudicazione

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Pironi alla riconquista del palazzo del Turismo

A fare marcia indietro sull’operazione, avviata dalla vecchia giunta tra i mal di pancia di alcuni assessori, è il sindaco Massimo Pironi che, a quanto pare, non ha intenzione di trasformare la struttura di piazzale Ceccarini in un mega store.

«Non ho mai visto l’operazione del Palazzo del Turismo, come utile e strategica. Il palacongressi ha ben altri problemi — dichiara il primo cittadino —. Si tratta di situazioni che affronteremo con il neo presidente Lucio Berardi e con l’amministratore Matteo Bartolini, individuando nuove strategie. Sono piuttosto convinto che il Turismo possa supportare diversamente il Palas. I suoi spazi si possono sfruttare per incontri, conferenze e iniziative che richiedono standard diversi. Questa struttura, come il Palaterme, non fa concorrenza al Palas. Si può quindi sfruttare secondo la domanda».

IN SINTESI Pironi intende avere a disposizione un ventaglio di saloni per orientare, come lui stesso specifica, gli organizzatori dei vari eventi. D’altra parte, osserva: «Non tutte le iniziative (un esempio è la danza), hanno bisogno di sale con attrezzare tecnologiche, come quelle del palacogressi. Ecco perché si dovrà creare un circuito ad hoc, nel quale rientrerà anche il nuovo palazzetto dello sport».

E ribadisce: «Bisogna saper dare una risposta a tutte le domande». Il Turismo, dunque, dovrà mantenere le sue attuali funzioni. «Nei suoi spazi — riprende Pironi — vorrei lasciare anche gli uffici dell’assessorato del Turismo» che secondo il piano del suo predecessore, dovevano essere trasferiti nell’adiacente «colosso». Le trattative per non trasformare il vecchio palazzo in un tempio del commercio procedono. Ricordiamo a proposito che a ottenere il miglior punteggio per l’aggiudicazione in affitto, lo scorso febbraio era stata la Sa. di San Marino Fine Arts dell’antiquario Alberto Verni. L’Adriatica Advisor di Rimini, era stata esclusa per «violazione dei principi della segretezza dell’offerta».

Motivazione contestata dall’amministratore Lorenzo Ferrari. Verni ha avanzato la proposta di 250mila euro all’anno per venticinque anni. Cifra contestata dagli operatori che sanno bene quanto costa affittare un negozio in centro. Al di là di tutto, per la locazione dell’immobile è ancora atteso il placet della Sovrintendenza di Ravenna.

foto by http://www.flickr.com/photos/ramella/

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DATA : 20 Agosto 2009
CATEGORIA : Fatti Curiosi
FONTE : Resto del Carlino di Nives Concolino
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