Il presidente del consorzio di viale Ceccarini, Giorgio Mignani, parla di «abuso legalizzato», mentre tra i commercianti c’è chi per garantire spazio ai pedoni, lancia provocatoriamente l’idea di costruire una passerella sulla pavimentazione dissestata. Sulla scia di Fabrizio Vagnini della Confesercenti, interviene anche Sergio Pioggia, a capo della Confcommercio, che ieri con la Fipe ha partecipato a un incontro in Comune.
Pioggia, infuriato per la scelta fatta senza convocare le associazioni, chiede che almeno «venga adottato il pugno di ferro, punendo chi si allarga di un centimetro in più, con multe e chiusure, anche nei fine settimana. Anche se si tratta di un nostro associato. Via fioriere, vasi e bacheche, se sbordano di un millimetro. Basta con i furbetti. Quello che è successo non deve accadere più. A ottobre si riveda tutto. Non si può agire a macchia di leopardo, non si possono accontentare prima i baristi, poi gli altri o viceversa. Serve uno studio con regole chiare che non si prestino a diverse interpretazioni. I vigili controllino».
Insorge Anna Baleani dell’omonima gioielleria in difesa dei pedoni. «Per garantire loro il passaggio costruiremo delle passerelle _ ironizza _. Questi 60 centimetri sono un vero e proprio condono. Dobbiamo lavorare con regole esistenti e non fare nuove concessioni, perché fa comodo a qualcuno! Queste agevolazioni a vantaggio di pochi non vanno bene. Perché due pesi e due misure?».
«Concedendo ai pubblici esercizi di allargarsi, si legalizza un abuso _ incalza Mignani _. Voglio capire se le attività vicine sono d’accordo. Ho i miei dubbi. Da anni, quando spedisco le nostre comunicazioni ai soci dell’isola pedonale, parlo di un unico centro commerciale aperto, quindi, quando si fanno le regole, devono essere globali, non a favore di uno o di un altro. Gli amministratori comunali devono partire da questo presupposto, tenendo presente che i provvedimenti non devono essere fatti a favore di pochi, danneggiando i vicini. Chi si sporge danneggia. Convocare i singoli è stato un errore, ma per questo sono già arrivate le scuse».
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