Le Offerte per la gestione del PalaRiccione

Offerte Gestione PalaRiccione


RICCIONE. Meglio la "pade!la" degli operatori turistici riccionesi, oppure la "brace" del tandem Provincia-Cagnoni? A ben guardare le due proposte di gestione dei congressi, nel palas di Riccione, una cosa è certa: Pironi ha ereditato non un tizzone incandescente, ma una vera e propria "colata di lava" e che, alla fine e se tutto andrà bene, i Riccionesi avranno un enorme debito in più da pagare.

Ieri gli operatori della Perla hanno consegnato al sindaco la loro "manifestazione di interesse", che riserva non poche sorprese, mentre della "proposta che non può rifiutare" di Provincia-Cagnoni si riesce a sapere ben poco perché ogni volta, dopo aver mostrato le carte, alla fine degli incontri queste tornavano nei cassetti.
Veniamo così alle due proposte, per quel che è dato sapere.

La Provincia propone alla Palariccione spa di separare il settore congressuale (3°, 4° e 5° piano più parcheggi) dal resto del palacongressi e lo valuta circa 33/35 milioni, con un mutuo di 6,5 milioni di euro. Il resto, con un debito di circa 33 milioni, sarebbe tutto da vendere per pagare il debito. Poi tutto il congressuale, immobile compreso, andrebbe a finire nella "Palazzo dei Congressi spa" di Rimini, e in cambio i singoli soci avrebbero il 24% di queste azioni (al Comune di Riccione resterebbe così un 18%).
Questa società si accollerebbe il pagamento del mutuo di 6,5 milioni, in 30 anni, ma così il Comune della Perla si ritroverebbe a pagare il 18%. Però non finisce qui. A sua volta la spa riminese cederebbe la gestione dei congressi dei paIas di Rimini e Riccione alla Convention Bureau, dove se il Comune di Riccione vuole può acquistare un 30% di azioni, Questa società di gestione si finanzierebbe, a sua volta, con le royalty comprese quelle previste dagli hotel della Perla previste in 250mila euro l'anno!- e con 300mila dall'affitto delle sale congressuali.
Insomma, Provincia-Cagnoni si prendono tutto, gestiscono tutto e il Comune, se vuole avere voce in capitolo nella Convention Bureau, deve ancora sborsare del denaro. Veniamo così alla proposta di Ivan Neri, per conto della Riccione Congressi e con il sostegno di altre 9 sigle associative e sindacali locali. L'offerta è di 250mila euro (stessa cifra delle royalty da pagare a Rimini!), quale affitto dei tre piani del congressuale (meno il parcheggio che resterebbe aIIa Palariccione spa), più 300mila euro l'anno quale acquisto di quote di capitale della Palariccione spa. Il tutto per 20 anni, garantiti da fideiussioni che possono, se Berardi-Pironi vogliono, incassare in anticipo. Insomma, 11 milioni pronta cassa. Dimenticavamo: tutto questo sarebbe a carico di una nuova società in cui il "clan Neri" vorrebbe avere almeno il 51 % - ma pronti a coprire la differenza -, chiedendone l'ingresso della Palariccione sa, Convention Bureau di Rimini, associazioni e consorzi locali e altri operatori privati. Così Pironi deve scegliere: da una parte l'offerta "che politicamente non si può rifiutare" di Provincia-Cagnoni, dall'altra quella degli operatori locali che, sempre politicamente, ha almeno il pregio di far "guadagnare punti" al sindaco e al Pd