IL LOGO Notte Rosa in Riviera di Rimini, stampato a caratteri cubitali su manifesti e depliant a Riccione solleva la protesta degli operatori di spiaggia.
IL LOGO Notte Rosa in Riviera di Rimini, stampato a caratteri cubitali su manifesti e depliant a Riccione solleva la protesta degli operatori di spiaggia.
Il presidente della Cooperativa bagnini Enzo Manzi non sopporta la sudditanza imposta da Rimini e sbotta: «I colleghi facciano quel che vogliono, ma io quel manifesto non l’attacco. Nell’intestazione non figuriamo. Una bassezza. Ci siamo stancati di subire e di dipendere sempre dai riminesi che continuano a farla da padrone in ogni momento. Non vogliamo associarci, né confonderci con loro». E ancora: «Riccione deve emergere, deve smetterla di aggregarsi a Rimini che in tanti decenni non è stata in grado neppure di ricostruire il vecchio teatro e le fogne. La Notte Rosa il prossimo anno organizziamola da soli. Dobbiamo forse essere costretti a fare solo pubblicità al capoluogo? O forse Rimini anziché avere il ruolo di Provincia intende inglobare tutti nel suo Comune?».
MANZI è nero di rabbia e rilancia: «Meglio organizzarci da soli con i nostri amministratori comunali. Da quel logo è sparito anche il termine Provincia. Siamo tornati ai tempi del marchio Rimini & co». Il presidente attacca anche i ravennati che hanno stampato il depliant con su scritto «Riccione (Ra)». Quello che il Carlino ha pubblicato ieri. Il fatto che Riccione sia stata assorbita dalla «cugina» maggiore va di traverso anche ai turisti. Tra i tanti Maria Luisa Matteucci di Milano che sbotta: «Io e la mia famiglia abbiamo viaggiato in tutto il mondo, ma stiamo bene solo a Riccione, questa cosa mi indigna e non poco. Bisogna dirlo: qui siamo a Riccione».
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