Un campo di battaglia con brandine rovesciate a rubate, porte delle cabine forzate e maniglie rotte, ombrellini distrutti e dappertutto cocci di vetro e bottiglie frantumate.
«La Notte rosa I; meravigliosa, ma noi bagnini non possiamo subirla in questo modo», tuona Renato Santi, presidente della Cooperativa bagnini adriatica. «Non c'e stata l'adeguata organizzazione rispetto all'antica mostruosa dell'evento. L'Amministrazione deve farsi carico della sicurezza di tutti: non si possono portare a Riccione migliaia di persone e poi non mettere neanche un vigilante sulla spiaggia», «Tutto do I; inammissibile, la zona del Marano I; stata praticamente demolita», gli fa eco il suo collega Enw Manzi della Cooperativa bagnini riccionesi. «La Notte rosa va trasformata, per far si che possa svilupparsi nell'area di un week-end, da venerdì a domenica: altrimenti non serve a nessuno, solo ad incentivare il pendolassimo, che non porta denaro ne a noi ne agli alberghi».
Sotto accusa anche il bagno di mezzanotte: «C'erano seicento persona in acqua, senza servizio di salvataggio e senza neanche l'illuminazione adeguata: se fosse affogato qualcuno, chi ne avrebbe risposto? Certe iniziative vanno organizzate con cura, non si può improvvisare» . E molto facile, a questo punta, anche capire perché i bagnini non abbiano mai volute aderire alla Notte rosa: «No, non abbiamo mai volute collaborare .. spiega Manzi - perché con questa festa si incentivano solo gli atti di vandalismo. Mi chiedo a chi possa giovare un evento organizzato in questo modo, che si sviluppa nell'arco di sei ore».
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