Il museo virtuale sui bagni di mare non poteva che nascere a Rimini, capitale delle vacanze.
Il museo virtuale sui bagni di mare non poteva che nascere a Rimini, capitale delle vacanze.
E a Rimini e alla riviera «Balnea museum» dedica una galleria con venticinque sale e cinquecento opere in un percorso con storie, immagini, documenti inediti, personaggi e protagonisti, a partire dalle raffigurazioni settecentesche della spiaggia e dalle incisioni «preistoriche» fino all' affiches di Milo Manara. La parata di personaggi inizia dallo scienziato Jano Planco per proseguire con nomi celebri come Luciano Bonaparte, bagnante della prima ora, Claudio Tintori e Ruggero Baldini, fondatori del primo stabilimento balneare nel 1843, Paolo Mantegazza, ispiratore e direttore del rinnovato «grandioso» Stabilimento del 1873, Mussolini e Claretta Petacci, amanti clandestini a Riccione. Accanto agli ospiti illustri e alle celebri miss e alle dive che affollavano i saloni del Grand Hotel dagli anni Cinquanta, compaiono anonimi tipi da spiaggia, bagnini in testa, che hanno reso celebre la riviera di Rimini. La galleria riminese si chiude con la passerella delle cosiddette «vichinghe», ovvero le turiste nordiche che a partire dagli anni Sessanta hanno contribuito a costruire il mito (o la leggenda?) dei vitelloni.
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