Dalla città sul Baltico - attraverso la quale da tre secoli, tra imperialismo e comunismo, passa la grande storia - provengono i russi che hanno acquistato sul San Bartolo l’ex villa di Rudas instaurando, in vista di futuri scambi economici e culturali, un’iniziale collaborazione con l’amministrazione comunale, poi castrata dall’inchiesta della magistratura sugli abusi edilizi commessi in villa per la strada di accesso al mare e l’eliporto privi di autorizzazione. Dietro la società acquirente, secondo quanto gli stessi referenti accreditarono agli amministratori pesaresi, ci sarebbe la “zarina”, la governatrice di San Pietroburgo, Valentina Matvienko, amica e collaboratrice del primo ministro russo Vladimir Putin, accanto al quale è stata fotografata poche settimane fa nell’incontro col premier Berlusconi.
La partnership con i mobilieri russi - dai promettenti sviluppi secondo Drudi anche per i settori marchigiani di meccanica, edilizia, turismo e moda in una regione in forte espansione orientata verso le produzioni manifatturiere - prevede la fornitura da parte degli imprenditori pesaresi di semilavorati e tecnologia. L’accordo da perfezionare è stato preparato con una missione a ottobre a San Pietroburgo, dove Drudi ha incontrato il vicegovernatore Mikhail Oseevsky. Vice, appunto, di Valentina Matvienko. Ma alla domanda su eventuali contatti propedeutici a Pesaro con la “zarina” il presidente della Camera di commercio si schermisce: “Mai vista, tutto è partito da Domo 360”. Dunque, questa doppia relazione tra Pesaro e San Pietroburgo è solo una casualità? Diciamo che è una questione di feeling.