RICCIONE. Non poteva certo mancare Ennio Doris, presidente di Banca Mediolanum, alla convention del suo gruppo al Palazzo dei congressi. Un appuntamento che ha portato oltre mille presenze in città per due giorni.
RICCIONE. Non poteva certo mancare Ennio Doris, presidente di Banca Mediolanum, alla convention del suo gruppo al Palazzo dei congressi. Un appuntamento che ha portato oltre mille presenze in città per due giorni.
Il numero uno di Mediolanum, fondatore del gruppo Fininvest Programma Italia (rete di intermediazione finanziaria della quale è da sempre amministratore delegato), ha puntato sulla Perla verde per la selezione dei promotori e per espandere la sua presenza nel "produttivo" mercato romagnolo.
«Abbiamo scelto Riccione come destinazione per diversi motivi: la sua centralità a livello di posizione (raggiungibile facilmente da tutta Italia e fornita di un aeroporto), e di servizi, come questo Palazzo dei congressi che ci ha ospitati, oltre che per gli alberghi. La sua tradizione di turismo e la sua proverbiale ospitalità, offre attenzioni dìffl cilmente equiparabili ad altre località (un elogio anche alla cucina romagnola). Inoltre in questo periodo "fuori stagione" la disponibilità è completa per ospitare un numero elevato di presenze (1050).Sicuramente torneremo qui anche nei prossimi anni».
Ennio Doris, guida carismatica dei suoi promotori, elenca poi tutte le nuove strategie aziendali del gruppo che ha nell'innovazione, nel marketing e nella comunicazione i suoi tratti distintivi: operazioni affidate alla telematica fatte direttamente da casa, offerte di qualità competitive con consulenti globali professionali, call center all'avanguardia (il più grande d'Europa), il tutto finalizzato ad espandere la presenza sull'affollato mercato delle banche.
«La Romagna, continua Ennio Doris, è la regione che ha contribuito al nostro successo, dalla quale abbiamo avuto enormi soddisfazioni e dove siamo più presenti in assoluto. Un esempio per tutti è anche 1'incredibile attaccamento al lavoro dei romagnolì».
Un po' più critico verso il vicino monte Titano, un tempo considerato paradiso fiscale. «La Repubblica di San Marinodichiara Ennio Doris non è più un rifugio dove difendersi dalle imposte, quella è acqua passata. I vantaggi di cui godeva questo Paese sono finiti, bisogna combattere questi Stati che sottraggono risorse. Resta comunque una meta di turismo straordinaria e dovrà, secondo me, accentuare questo aspetto».
Riguardo alla tecnologia che riduce i posti di lavoro -è uno dei cambiamenti inevitabili in atto sottolinea , ma nel nostro caso possiamo dire che aumentano le richieste di consulenza, attualmente lavorano per noi tra Italia ed Europa 9000 persone-.