AL SALTO di categoria nel Motomondiale Mattia Pasini, il campione riccionese che corre in sella alla Aprilia del team Toth, ha preferito il salto in paracadute da 4.500 metri assieme ai paracadutisti di Turbolenza Eu.
AL SALTO di categoria nel Motomondiale Mattia Pasini, il campione riccionese che corre in sella alla Aprilia del team Toth, ha preferito il salto in paracadute da 4.500 metri assieme ai paracadutisti di Turbolenza Eu.
Quello di ieri è stato un pomeriggio ‘adrenalinico’ all’aeroporto Skydive di Fano dove il pilota romagnolo fresco dei suoi 24 anni ha portato con se anche Capitan Ventosa, l’eroe in tutina gialla di Striscia la Notizia.
«Ero a casa — racconta entusiasta Pasini pochi minuti dopo aver toccato il suolo — e invece di girarmi i pollici ho deciso di indossare il paracadute. E’ nato per caso parlando a tavola con un amico che fa il meccanico nel team Gilera. Conoscevo già Turbolenza Eu e la cosa mi incuriosiva così senza pensarci su due volte l’ho fatto ed è stato bellissimo».
MATTIA e l’amico Luca dopo un rapido briefing sono saliti a bordo del veloce Pilatus porter, detto l’ascensore dei paracadutisti e pochi istanti dopo stavano fluttuando in aria in caduta libera ai 220 chilometri all’ora. Una caduta libera lunga un minuto, fino a quota 1.700 metri, quando i loro accompagnatori hanno aperto i paracadute lasciandoli poi veleggiare sino al campo base. Qual è stato il momento più emozionante? «Quando si è aperto il portellone dell’aereo e ho sentito il vuoto sotto i miei piedi e poi quando ho guidato il paracadute…abbiamo derapato anche lassù. Per questo voglio tornare alla scuola di paracadutismo e prendere il brevetto!”.
Magari con i suoi amici Marco Simoncelli e Valentino Rossi. «Gli racconterò l’esperienza. Non credo che si tirerebbero indietro, d’altronde siamo tutti malati d’adrenalina». Meglio il salto in tandem del passaggio in Moto Gp? «Per il momento sì. E’ stata un’esperienza bellissima ed un grande onore provare la Ducati Desmosedici, ma solo per 4 gran premi sarebbe stato un peccato buttare tutto il lavoro di un anno in 250».
foto by http://www.flickr.com/photos/tazza/