Da Riccione, il grido di Martina Colombari: 'Aiutiamo Haiti'

Da Riccione, il grido di Martina Colombari: 'Aiutiamo Haiti'


Dalle reti Mediaset la moglie di Costacurta ha chiesto un sostegno concreto a favore della Fondazione milanese Francesca Rava. L'ex miss Italia da tre anni va sull'isola in veste di missionaria per una fondazione

RICCIONE. Meno di un mese fa era tornata dall'isola di Haiti con ancora negli occhi le immagini di quei bambini morti di miseria, buttati alla meglio in delle bare di cartone, e con il cuore straziato dalIa scena di una madre che aveva smesso di alimentare la bimba più piccola per dare il poco cibo racimolato ai due figli più grandicelli e robusti, per salvare almeno loro, «lei non ce la farà».
Adesso che ancora tanto orrore si è aggiunto alla tragedia di Haiti, dopo il terremoto, Martina Colombari, l'ex miss Italia riccionese, si è precipitata sulle reti Mediaset per lanciare appelli a fa vore della popolazione haitiana. «C'è un bisogno estremo di tutto - ha detto in televisione la moglie di Costacurta -, sostenete la Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus». Da tre anni Martina non è solo nna delle principali testimoniail della fondazione milanese. Dopo avere sostenuto varie associazioni limitandosi ad aprire il portafogli, dal 2007 la Colombari ha deciso di "sporcarsi le mani" andando ad aiutare personalmente i piccoli haitiani. E' vero, l'ha fatto garantendo al settimanale "Chi" (lo stesso che aveva comprato i diritti delle nozze con l'ex difensore del Milan e della nazionale, celebrate a San Giovanni) l'esclusiva di un servizio strappalacrime, però lo ha fatto.
La stessa ragazza 34enne che lo scorso 20 novembre rivelava al tgcom di «stuzzicare ogni giorno Billy», notizia fondamentale, pochi giorni dopo saliva su un aereo per raggiungere l'orfanotrofio di Kenscoff, a 1.700 metri di altitudine, poco lontano da Port au Prince, la zona ora devastava dal sisma. E' stata conquistata dal carisma di padre Rick Frechette, il religioso che ad Haiti dirige diverse opere missionarie grazie al sostegno economico che arriva dalla fondazione milanese. Al rientro da ogni viaggio si sente «più ricca dentro», «più grata per quel che la vita le ha dato» e, dall'altro giorno, «ancora più innamorata dell'isola di Haiti e dei suoi bambini: aiutiamoli».