Il progetto, è frutto di una convenzione, stipulata tra la Polisportiva comunale di Riccione, la Fondazione «Rizzoli» di Bologna, la Facoltà di Scienze Motorie – Alma Mater Studiorum di Bologna e la società consortile Unirimini Spa, in tandem con l’Ausl. Seguita da un pool di esperti del settore, l’iniziativa servirà anche a formare una nuova figura professionale, quella dell’operatore del fitness metabolico, e a elaborare, attraverso la ricerca scientifica, dei protocolli di esercizio fisico per i pazienti dismetabolici.
Quest’attività, valida anche per la prevenzione, verrà somministrata come fosse un farmaco, dal medico metabolista, coadiuvato dal laureato in Scienze motorie e dal laureato in Dietetica. I pazienti arriveranno dalla Diabetologia, da altri servizi ospedalieri e dagli ambulatori del Medicina generale. Il costo della palestra con aula e ambulatorio medico è di 150mila euro. Numerose le autorità intervenute all’inaugurazione. Oltre al presidente della Polisportiva Comunale Massimo Pironi, che proprio per dare più ampio respiro al progetto, voleva preservare dalla demolizione il vecchio stadio del nuoto, sono intervenuti il sindaco Daniele Imola, il preside della Facoltà di Scienze motorie dell’Università di Bologna Carlo Bottari e Pierluigi Macini, responsabile del Servizio sanità pubblica della Regione Emilia Romagna. Questo servizio, come ha sottolineato il sindaco è «decisamente contrario al chiacchiericcio sugli sprechi dei decentramenti universitari».
Da arte sua il preside Bottari, annunciata l’attivazione di un nuovo corso sul «menagement delle attività sportive», ha precisato: «C’è una forte critica sul decentramento universitario, ma non a quello di Bologna. Non abbiamo creato tante piccole università, ma decentrato una grande università con sedi dove si contano più di 20mila iscritti, mentre alcuni atenei ne hanno appena 3.000». «La Gelmini — ha concluso Macini, prima del buffet offerto dallo Ial — non ci fa paura».
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