Urbino, immancabile, con l'aerea levità dei suoi Torricini e le brume tra la vegetazione rosseggiante dell'autunno. Uno sguardo alla Galleria, al sorriso enigmatico della Muta? Chissà? Giampiero Solari, che di questo spot è l'ideatore, sostiene che dal paesaggio stesso delle Marche promana quella civiltà che va comunicata fuori regione (e fors'anche dentro). Le prove di memoria di Dustin che scandiranno il suo viaggio, saranno versi della capolavoro che meglio suggerisce i nostri panorami. C'è chi addirittura sostiene che L'infinito non sarebbe potuto nascere altrove.
Da Urbino, dove anche l'affresco dei Fratelli Salimbeni in San Giovanni, per il Battesimo di Cristo, evoca con il dettaglio di foglie e fiori, e dolci acque la bellezza della nostra natura, la troupe si sposterà sul Cònero, gigante ingobbito verso l'Adriatico, che traguarda le lontananze balcaniche assieme ai gabbiani urlanti sulle rupi calcaree, attorno ai tetti della chiesetta di Santa Maria... interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi, sulla riva della baia di Portonovo, dai tetti di San Pietro, in mezzo ai lecci secolari: E come il vento odo stormir tra queste piante....
Non basterà – crediamo – aver stabilito un itinerario, per il tour di riprese che avranno protagonista Dustin Hoffman: perché qua e là sarà necessario soffermarsi ad afferrare uno scorcio, un insolito, amato paesaggio. Già, scendendo fino ad Ascoli, sotto l'abside inerpicata di Santa Maria della Rocca, sarà difficile non fare una deviazione, a contemplare le valli che guarda Offida. E la presente e viva e il suon di lei sarà infine ad Ascoli, la città dove ritorna Dustin/Alfredo, nella piazza più bella d'Italia, lucida di tanti secoli, sorvegliata dai santi dipinti da Carlo Crivelli nella cattedrale di Sant'Emidio. Chiese romaniche a guardia del ponte di Cecco, sulla dirupata spaccatura del Tronto. Poi, dentro il teatro Ventidio Basso, scrigno dorato e porpora, regno di ogni attore. E già sentirà di lontano il richiamo della costa, in vista già uscendo dalla cinta di antichità sacrale all'ombra delle cento torri. Così tra questa immensità s'annega il pensier mio - scandirà Dustin Hoffman cconquistato – E il naufragar m'è dolce in questo mare.