L’ultima caduta in ordine di tempo è avvenuta nel fine settimana con una turista che stava passeggiando con la figlia e i nipoti. «Quando mio marito l’ha vista a terra – racconta una commerciante del viale – ha chiamato mio figlio preoccupato che potessi essere io. Non mi solleva il fatto che sia stata una turista, il problema è di tutti».
La sensazione che si ha parlando con chi vive e lavora lungo il viale è che prima o poi capita a tutti di inciampare, non solo ai turisti. L’arredo è quel che è. Negli anni è stato sistemato fino alle ‘toppe’ col bitume nel centro del viale dove porfido e pietra erano usciti a pezzi da anni di passaggio di auto e mezzi pesanti. In altre zone la vecchia pavimentazione c’è ancora, ma è sconnessa e il rischio di cadute è sempre dietro l’angolo.
«Questo è il risultato di una politica che ha pensato ai grandi interventi sacrificando le piccole cose – dice Ivan Severini presidente dell’Associazione Riccione Abissinia -. Mi stanno bene il palazzo dei congressi e il palazzetto dello sport, ma la grande maggioranza dei turisti che arrivano a Riccione li vede solo dall’esterno e forse al ritorno a casa nemmeno se li ricorda. Una cosa però non dimentica: cadere per una pavimentazione sconnessa e finire in ospedale. L’amministrazione deve tornare a guardare alle cose piccole se confrontate con le grandi opere, ma importanti. Adesso che abbiamo un assessore di riferimento (Giuseppe Savoretti al decoro urbano e piccole cose ndr) speriamo di avere un interlocutore».
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