Riccione rinnovò la propria immagine turistica durante la legislatura del Sindaco Pierani. Con un nuovo arredo urbano, viale Ceccarini diventò il salotto buono della riviera del Circondario di Rimini
In quegli anni si diede inizio alla riqualificazione urbana della zona mare di Riccione, imitata poi dalle altre località della costa. Poco dopo a Cattolica il Sindaco Gianfranco Micucci cominciò a ridisegnare la Regina del terzo millennio. Questi furono due intero venti di sana competizione e non di campanilismo. Ebbi modo di conoscere Micucci quando ero il responsabile del Dipartimento Promozione e Marketing dell'APT Rimini& Co., il cui logo riuniva tutte le località del Circondario della costa e Santarcangelo, un opera grafica ideata dall'architetto Giorgio Conti. In quel momento stavamo vivendo un periodo tragico per la presenza delle mucillagini. Il mare era in sofferenza e l'imprenditoria turistica era molto demoralizzata. Bisognava reagire e inventarsi qualche stratagemma per uscire dalle difficoltà e per non perdere ulteriori presenze. Iniziammo così a dare visibilità all'entroterra e a tutti gli elementi in grado di arricchire la nostra offerta. Nel 1991 chiesi al Presidente dell'APT di investire su di uno spot televisivo che venne mandato in onda sulle reti nazionali nel mese di novembre, prima del periodo natalizio, dove si vedeva il mare d'estate e d'inverno, il divertimento, le fiere, i congressi, i musei, la tradizione e l'enogastronomia. Demmo così inizio alla destagionalizzazione.
Uno che dimostrò di apprezzare l'operazione, fu Gianfranco Micucci il Sindaco di Cattolica. Verso la fine del mandato, mi invitò nel suo ufficio per chiedermi se potevo interessarmi per fare entrare il suo Comune nelle "Città del Vino"; aveva saputo dei miei buoni rapporti con l'Associazione Nazionale. Tentai di dissuaderlo perchè nel territorio di Cattolica non esisteva un ettaro di vigna, elemento indispensabile per una Città del Vino. Col suo fare persuasivo mi convinse ad individuare una formula che fosse accettata dal Consiglio Nazionale dell' Associazione. Pensai di utilizzare la storia legata al porto, grazie alla documentazione che mi fu consegnata dalla dottoressa Maria Luisa Stoppioni, la direttrice del museo. Nei documenti emergeva chiaramente l'importanza che aveva avuto il porto di Cattolica nel trasporto del vino, sin dall'epoca romana. Il Consiglio Nazionale si espresse favorevolmente ponendo una condizione; ripristinare il legame storico con San Giovanni in Marignano, località che da sempre produceva vino, e perchè San Giovanni aveva inoltrato la domanda per entrare a far parte delle Città del Vino.
Durante la cerimonia della consegna della bandiera, momento in cui si sancì ufficialmente l'ingresso di San Giovanni nell'Associazione, il Sindaco mi invitò assieme al Direttore generale delle Città del Vino ad un colloquio, e con tono polemico, ci disse che era contrario all'ingresso di Cattolica, e che se fosse avvenuto, avrebbe chiesto per il suo Comune la consegna della "Bandiera Blu", evidenziado un incomprensibile campanilismo. A tal punto Cattolica non ebbe la possibilità di entrare fra le Città del Vino. Questo spiacevole incidente, Micucci non lo seppe, gli fu riferito che le motivazioni non erano state accolte perchè non ritenute sufficienti. Terminata la legislatura si candidò a Gradara, la prima città delle Marche ad essere entrata fra le Città del Vino. Micucci è stato un ottimo Sindaco per Cattolica e per Gradara, località per le quali ha ideato importanti manifestazioni che hanno ottenuto l'attenzione di tutti i media nazionali. San Giovanni, in questi anni, ha organizzato una manifestazione che si chiama "II Capodanno del Vino", una iniziativa che ha solo una visibilità locale. Da un po' di anni sembra che le cose con Cattolica siano cambiate, forse sta iniziando un nuovo rapporto.
Questo potrà portare uno sviluppo nell'organizzare il turismo enogastronomico nella nostra provincia. Cattolica e San Giovanni in Marignano rappresentano la " porta a sud della provincia. Assieme potranno collegare la costa con l'entroterra della Val Conca, per poi unirla con la Val Marecchia attraverso la messa in rete di alcune strade provinciali. Peccato che in questa fase non ci sia più Gianfranco con la sua lungimiranza, dinamicità, creatività e tenacia ad aiutarci per combattere il bieco e dannoso campanilismo.