La tradizione salvata dalle ragazze moldave: «L’hotel è il loro orgoglio»
«Avercele così, trovarle è stata una fortuna. Si conoscono tra di loro e c’è anche una mamma con la figlia grande. In passato ho provato a cercare buon personale proveniente da tutta Italia. Ho passato il periodo delle pugliesi, quello delle calabresi, ma era diverso. Alla sera si finiva tardi, alle 22,30.
E SE CHIEDEVI uno sforzo in più alla sera nel fare le camere perché il giorno successivo sarebbero arrivati cinquanta tedeschi, ti dicevano di no. L’italiano è così, di più oltre l’orario dovuto non fa». Con la squadra di ragazze e signore che ha trovato Vannucci, la musica è cambiata. «Non si tirano indietro se c’è da lavorare di più», in fondo sentono l’hotel un po’ loro e farlo funzionare bene diventa un motivo d’orgoglio. Se qualcuno pensa che in fondo l’ospitalità romagnola non si può cercare altrove, vedrà vacillare le proprie certezze. Siamo arrivati al Grune Perle e nell’attesa di incontrare il signor Vannucci, Tamara con fare molto gentile, ci ha fatto accomodare in veranda e ci ha offerto il caffè.
«Cosa posso volere di più e che mance si prendono dai clienti! Sono tutti contenti e vogliono tornare l’anno successivo portando altri amici. Con loro e con la clientela di soli turisti tedeschi è un piacere fare l’albergatore nonostante sia il 51esimo anno di attività». Le camere sempre pulite, «in sala ci sanno fare», e in cucina c’è Nadia che assieme ad Anna, la moglie di Vannucci, cucina piatti della tradizione romagnola. «Ha studiato all’alberghiero e con mia moglie fanno una bellissima squadra». I clienti ringraziano e riempiono i voli dalla Germania alla Riviera. «Quest’estate sono stati 32 i biglietti che ho prenotato sui voli charter , e altri 40 sono arrivati con altri voli».