MUSI lunghi e visi pensierosi. E’ la crisi dei consumi estivi che secondo le prime stime di Confcommercio sta alleggerendo le casse di commercianti e pubblici esercizi di un 15% in media.
MUSI lunghi e visi pensierosi. E’ la crisi dei consumi estivi che secondo le prime stime di Confcommercio sta alleggerendo le casse di commercianti e pubblici esercizi di un 15% in media.
«Rispetto allo scorso anno – spiega la segretaria Daniela Angelini – la riduzione dei consumi si avverte. I saldi non hanno cambiato l’andamento negativo precedente». In altre parole, «la crisi nel commercio si attesta sul 20% in meno». Meno compere nonostante il ricorso a vendite promozionali anche in centro ben prima del 4 luglio, giorno d’inizio dei saldi. Il cattivo tempo nei fine settimana sta facendo il resto ‘invitando’ i potenziali clienti e starsene altrove.
«E’ sempre il cattivo tempo nei weekend ad avere inciso sulle difficoltà dei pubblici esercizi. Ristoranti e locali hanno problemi. Il calo si aggira su un 10% circa. E le previsioni non sono buone». La clientela di agosto storicamente non ha il portafoglio colmo di banconote.
«Sappiamo che in agosto arrivano famiglie di dipendenti e operai, ma con la crisi delle aziende i problemi nelle prenotazioni potrebbero aumentare». E dire che la stagione era iniziata bene e gli operatori vedevano positivo. «Adesso siamo in lieve flessione – precisa Bruno Bianchini presidente dell’Associazione albergatori -. Aspettiamo agosto».
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