Riccione, Arte In Spiaggia Caccia Al Turismo Culturale

Trasformare la spiaggia della località più «in» della riviera romagnola in una galleria d' arte è possibile, ed è quello che sono riusciti a fare i titolari di NerA, la galleria d' arte africana aperta due anni fa in via Majorana a Bologna. Per tre serate nei mesi caldi della stagione, luglio agosto e settembre, il Bagno Mario di Riccione (zona 65), conclusa la normale attività giornaliera, alle 21.30 si tramuta in spazio espositivo e ospita, sotto le sue tende, le opere della galleria. «L' idea - racconta Marco Candela, socio di NerA con Grazia Mezzetti - nasce dal desiderio di promuovere a Riccione, e in generale in Riviera, un turismo nuovo e diverso da quello al quale la Romagna è abituata.

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Bagno Mario di Riccione

Da qualche tempo l' attrattiva delle discoteche e delle feste animate dai vip della televisione sta calando, per questo crediamo sia possibile spostare l' attenzione su un turismo di tipo culturale, come ha già fatto per esempio Santarcangelo con il suo festival». Da questa premessa prendono il via i tre appuntamenti espositivi (il primo si è svolto ieri, i prossimi sono il 9 agosto e l' 1 settembre) con «NerA. sulla spiaggia»: tre «one day show» che puntano a trasformare, per poche ore, l' aspetto tradizionale del luogo emblema dell' estate (fra una data e l' altra le opere sono visibili su appuntamento: 335.5236115). «Lo scorso anno abbiamo fatto una prima esperienza organizzando una mostra negli spazi di Block60 e, visto che la risposta è stata molto positiva, quest' anno abbiamo deciso di rischiare di più e «invadere» il luogo simbolo di Riccione e, già da questo primo evento, albergatori e strutture turistiche hanno reagito molto positivamente sostenendoci nella promozione». Ecco quindi che con la «complicità» di un bagnino sensibile all' argomento «cultura» e il patrocinio del Comune, la passerella che corre lungo le cabine del Bagno Mario diviene «corridoio della scultura», i pali di sostegno delle tende da sole diventano il supporto per le maschere africane e la striscia di cemento che conduce al mare delinea il percorso espositivo, che trova nello specchio d' acqua sfondo privilegiato. 25 opere fra maschere, statue, monete, oggetti d' uso quotidiano e tessuti, provenienti dal Mali, dalla Nigeria, dal Benin, dal Burchina Faso, dal Gabon e dal Congo, propongono un percorso attraverso gli oggetti di culto e le usanze di popoli lontani. A completare l' allestimento, realizzato dal pittore romagnolo Roberto De Grandis, una suggestiva installazione che pone, lontano dalla zona espositiva, al centro della spiaggia, un cumulo di maschere sapientemente illuminate a rappresentare il passaggio storico dalla tradizione animista, di cui questi oggetti erano strumenti essenziali, agli attuali forme di religiosità musulmana e cristiana dei popoli africani. «Queste tre mostre sono solo un primo passo e vorrebbero essere un esempio di quello che in riviera si potrebbe fare in termini di iniziative culturali. Credo che spostare durante l' estate l' attività espositiva delle gallerie che in inverno hanno sedi nelle città, possa essere uno stimolo nuovo per queste zone e, in più, l' occasione per sperimentare nuove forme di promozione per l' arte».

Foto By http://www.flickr.com/photos/mindync/

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DATA : 15 Luglio 2008
CATEGORIA : Turismo
FONTE : La Repubblica Chiara Pilati
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