Nei Piano Bar Di Questo Mare è Cresciuta La Mia Musica

SANTARCANGELO - Era un pianista di piano bar, direbbe la canzone. «A Bellaria, a Rimini, la mia tournèe passava per gli alberghi», aggiunge lui. Adesso, mille e una nota dopo, sta diventando maestro di colonne sonore. Andrea Guerra, figlio di Tonino, 41 anni, ha vinto il David con le musiche de «La finestra di fronte» di Ozpetek. Una notte per battere - con paragone sportivo quasi esorbitante -, persino Nicola Piovani. Poi in tv, per la cerimonia in diretta, si è presentato con una camicia rosso fuoco, molto «sangue romagnolo», nonostante la firma di Romeo Gigli. Il singolo «Gocce di memoria» cantato da Giorgia è a 100mila copie vendute, 50mila l' album delle «Fate ignoranti». Un successo, anche senza volerlo.

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Andrea Guerra

Nato a Rimini, la sua meglio gioventù Andrea l' ha vissuta in Romagna, tra Santarcangelo e il mare, trovando il ritmo. Le tastiere sono state il suo strumento. «Le tastiere, sì. Ma quando non c' era ancora il computer e bisognava essere molto abili, non bastava far partire quelle meravigliose basi che ci sono oggi. Facevo piano bar, senza cantare, mai pensato di farlo quello, e lì dove tutti chiacchierano e tu suoni per tre ore, tra turisti inglesi e tedeschi, giustamente in vacanza, cercavo piccoli rapporti personali. Guardavo se uno batteva il piedino mentre suonavo. E poi lo controllavo: batte ancora il piedino? Volevo essere attivo, non sbrodolante, quello era il gusto». Avanzi di Riviera, dopo tanti anni. Perché la sua musica arriva anche tra i ricordi. «Mi piacevano i documentari d' animazione e quelli subacquei, le balene erano le mie preferite e mi piaceva immaginare le colonne sonore per quelli». Cercava musiche per le bolle d' acqua, per le alghe: posti senza suoni a cui dare suono. L' aria del mare era lì, a pochi chilometri. «Figlio d' arte? Non mi sento così e non so bene cosa vuol dire», ha detto spesso. Perché la sua avventura è stata un' altra: «La passione per la musica viene da mia madre Paola, ho sempre ascoltato tanto, cosa che adesso non faccio più, preferendo guardare i quadri. Ma per comporre non ho mai avuto una motivazione specifica. Giocavo con le note, credo. Corsi di jazz e folk, ma ho fatto il conservatorio a Bologna, con Ettore Ballotta, il mio maestro. Lui ci insegnava che sotto un certo livello non si può mai scendere». E oggi, per lui che sta a Roma, Santarcangelo è ancora un rifugio. Ci torna e ci lavora. «Sto preparando la colonna sonora del film prodotto da Procacci, con Fabio De Luigi, girato in Riviera e sto ascoltando Casadei, le compilation di Raul e Secondo, perché vorrei usare il liscio per la colonna sonora. Il liscio è la musica numero uno al mondo per diffusione: bisogna riconoscerlo senza fare gli snob. E' la nostra tradizione, ed è una tradizione festosa. E' la risposta alla canzone napoletana, che pure ci pare più nobile. Ma la ballano dappertutto e i gusti vanno rispettati. Ed è bello vederla ballare. Con la mia fidanzata inglese andiamo spesso: c' è anche il valzer, c' è il salterino. Sono danze piene d' affetto, con quella capacità che noi uomini di adesso non abbiamo più di saper invitare la donna al ballo come una roba d' onore. E ci sono dei passi che quando sono usati da Pina Bausch nei suoi spettacoli fanno inchinare tutti». Per l' emozione. Che si può anche provocare. «Ci penso poco alle emozioni. Lavoro molto su di me, inutile cercare castelli che non conosco. Ragiono così: se piace a me, piace anche agli altri, tanto siamo identici, tutti uguali. Dimmi tu dove starebbe 'sta differenza? E la Riviera in questo senso ti dà il vantaggio di provare anche questo, stai sia in campagna che in una metropoli, perché da Ravenna a Riccione, d' estate, diventa tutto un unico lunghissimo posto, dove però incontri tante cose. Anche le discoteche, sì. Per alcuni possono essere un fastidio di fondo, perché per me anche il rumore dell' aria condizionata, se non è la mia, diventa insopportabile, ma sono anche posti in cui si fa musica di tendenza, popolare. Che qui ci sta, insomma». Dall' altra parte del mare s' affaccia la musica balcanica. Forse lontana parente del liscio. «No, non scherziamo. Loro hanno molto più peso, noi invece giochiamo molto». E spesso conquistano ancora la pista.

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DATA : 7 Novembre 2008
CATEGORIA : Cultura
FONTE : La Repubblica Valentina Desalvo
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