«Beh ci siamo capiti» ci dice Linus al secolo Pasquale Di Molfetta. Difficile dargli torto ascoltando un aneddoto raccontato da Giorgio Mignani presidente del consorzio Ceccarini. «Ci sono alcuni dipendenti della Geat che sistemano i fiori nelle aiuole quando arriva un signore conosciuto in "salotto" col suo cane di mezza taglia.
STRADE PULITE
Il cane sente il bisogno, salta sull'aiuola, scava e distrugge i fiori appena sistemati. Un dipendente riprende il padrone che fa finta di niente e se ne va in tutta tranquillità col suo cane». Possibile? Molto di più, per Mignani ma anche per Linus sono scene all'ordine del giorno. «Da sempre vedo accadere queste cose – spiega il dj -. A Milano situazioni di questo tipo non esistono. E' ormai diventata una consuetudine vedere gente col sacchetto in mano e cani al guinzaglio». Logico risultato: la popò viene raccolta e gettata nel cestino. In strada non rimane nulla e si può camminare a testa alta senza la preoccupazione che le proprie scarpe facciano brutti incontri. «A Riccione queste scene non si vedono. Al contrario c'è gente che fa pascolare i propri cagnolini in tranquillità, e spesse volte non sono tanto "ini". Il fenomeno non nasce oggi. Da anni frequento questa città e da sempre così vanno le cose». Non è una bella pubblicità per la Perla verde che vede sbandierato in diretta radio il suo lato più "marrone".
«Contro i cani non ho nulla, ci mancherebbe. E se esiste un movimento contro questo malcostume della gente sono pronto a farne parte». Milano batte Riccione, anzi la straccia a sentire Linus. D'altronde non è nemmeno pensabile nascondere il malcostume. «Tutto avviene alla luce del giorno – accusa Mignani -. Non si deve dare la colpa a chissà chi perché a far passeggiare fido nel centro e a permettergli tutto sono riccionesi conosciuti, della Riccione "bene" potremmo dire, che di queste cose proprio non se ne curano.
Manca l'educazione civica e questi sono i risultati». E le multe? Qualcosa venne fatto anni addietro dai vigili che colsero in flagrante alcuni cittadini, poi poco o nulla. «E' difficile che i vigili riescano a cogliere sul fatto queste persone e per questo si desiste dal chiamarli quando si vedono certi comportamenti». Così vengono meno le multe, ma non la faccia tosta dei padroni indifferenti anche quando vengono ripresi.