Mostra personale di pittura di Francesco Anemoni "Retrospettiva" presso Villa Mussolini a Riccione, sabato 16 aprile - 1 maggio 2011. Inaugurazione sabato 16 aprile ore 17,30
Mostra personale di pittura di Francesco Anemoni "Retrospettiva" presso Villa Mussolini a Riccione, sabato 16 aprile - 1 maggio 2011. Inaugurazione sabato 16 aprile ore 17,30
La mostra è organizzata dal Comune di Riccione, Assessorato alla cultura in collaborazione con Associazione Culturale Zenit e Carige Assicurazioni
Francesco Anemoni è nato a Sassocorvaro il 5 ottobre 1948. Si è diplomato all'Istituto Statale d'Arte e dell'Accademia di Belle arti di Urbino. Ha insegnato Discipline Pittoriche nei Licei Artistici, Disegno dal vero e Percezione Visiva negli Istituti d'Arte. Promotore dell'Istituto Statale d'Arte di Riccione nonché Dirigente nell'anno scolastico 1990/1991, nel suo primo anno di autonomia. Negli ultimi anni di carriera scolastica è stato dirigente dell'I.T.I. "Copernico - Carpeggiani" di Ferrara e al Polo scolastico "Aleotti Don Minzoni" di Argenta (FE). In entrambi gli Istituti ha proposto e portato a compimento progetti sulla tutela dell'Ambiente. Attualmente vive e lavora a Riccione con studio in via Murano.
"Francesco Anemoni ha studiato all'Istituto Statale d'Arte di Urbino dove ha anche completato la sua formazione all'Accademia delle Belle Arti. Le sue prime esperienze artistiche sono vissute ancora con una residua propensione al figurativo, ancorché segnato da profonde suggestioni derivanti dal Cubismo, dal Futurismo e dell'Espressionismo nostrano.
Ma già nelle tematiche del ritratto, è possibile leggervi i tratti di una poetica personale che trae ispirazione dalla lezione cubista, seppur sottesa ad uno sfumato verismo espressionistico.
Negli occhi accesi di una ragazza ingenua e civettuola ("Volto di donna"), nella veristica immagine di un vecchio, come in posa per uno scatto fotografico ("Il nonno"), lo schizzo rapido e allusivo della tecnica del carboncino evidenzia la capacità di Anemoni di materializzare, attraverso la trama di segni sfumati ed evanescenti, figure umane vissute, segnate dalla vita.
Esperienze che preludono alla plastica staticità di quella figura espressiva ed enigmatica che traspare dalla viscosa pasta coloristica di una tela ad olio che porta il titolo ("La Madre").
In quello sguardo, severo e categorico, l'autore ha impresso, con una forte intuizione introspettiva, i tratti profondi, a volte inespressi, di una vita vissuta nel segno della sofferenza e del sacrificio.
Un volto spigoloso e quell' atmosfera materica, tratteggiata in lunghe pennellate verticali, anticipano la propensione dell'autore ad una percezione dello spazio schematicamente segmentato in campiture frantumate dall' incrocio di linee, che esitano in sovraesposizione di aree multiple. Una sorta di nuovo costruttivismo triangolato che dimensiona un luogo, il luogo dell'evenienza, di un fenomeno, come se l'oggetto del dipinto acquistasse senso in quella frattura della dimensione del reale, che ne costituisce la condizione trascendentale ed epocale. Nascono così lavori in cui quella frattura della dimensione spaziale, incrinata da linee geometriche incrociate, provoca la suggestione di un evento, che acquista o evoca un senso, di vita o di morte. "Esplosione" (quella di Ustica?), nasce da un intrico di linee incrociate che alludono alle ali di un velivolo, oppure una epifania della natura, un segno di vita. Effetto vitale e suggestivo di rinascita della vita, dai "Riflessi di uno stagno", o, foriera di morte,
un'inquietante espansione esplosiva di aree nere, nello spazio della tela " Inquinamento". Ma, se la lezione cubista resta ferma all'indagine analitica, è il colore qui che anima la sostanza del quadro. Il tutto infatti acquista vitalità e animazione dal colore che riempie con le sue rifrazioni lo spazio puro e la materia bruta. Anche ne "Il cavaliere" l'emergenza della forma è ascritta completamente ai colori chiaroscurali. Ciò è peculiare anche in alcune
esercitazioni retoriche che animano certe esperienze orecchianti Seurat ("Nudo di Donna") e Braque ("Autoritratto").
Nel nudo femminile è evidente l'accenno ad una tendenza divisionista che rende la forma attraverso il rapporto dialettico luce - colore, mentre in "Autoritratto", la prospettiva analitica del cubismo si evolve in una fase sintetica intuitiva, in cui la frantumazione del piano viene superata e ricomposta nella realtà dell'oggetto, grazie anche al gioco del colore che sintetizza la molteplicità dei dati restituendo loro flessibilità e morbidezza. È ciò che avvertiamo anche e definitivamente in "Velonde".Questo dipinto chiude la serie di lavori che si diffondono in angolazioni e squadrature triangolari della tela dai vivacissimi caleidoscopi. In seguito, per di più, si assiste al riaffiorare della natura nelle campiture stratificate e profonde di quella "Natura morta" di vago sapore cezanniano.
Insomma Anemoni attraversa numerose suggestioni ricavate dalle esperienze artistiche dominanti nel Novecento. Ciò gli consente di approdare ad alcune conquiste essenziali, che nello scorcio della fine del secolo e dell'inizio dell'altro, nel bel mezzo dell'evoluzione della stagione Informale verso le variegate ed anodine esperienze della così detta "poetica dell'oggetto", gli saranno utili in seguito per maturare una sua poetica personale peculiare. Ha fatto sua la lezione di Cézanne (l'arte si anima sotto la forza del colore che è il solo a
far "viventi" le cose), e quindi usa il colore come voce essenziale e determinante della sua sinfonia pittorica. Anemoni si riconosce in quegli artisti che hanno maturato l'idea che il lavoro pittorico sia un oggetto a sé stante, che non svolge più una funzione mimetica o di rappresentazione, ma si costituisce come oggetto con una sua autonomia semantica.
Di conseguenza egli propende per quell'idea che portava Apollinaire a definire orfico il cubismo sintetico di Delaunay, secondo il quale il prodotto dell'arte deve sempre avere la capacitàdi trasmettere una misteriosa comunicazione poetica.
Credo allora, sia questo lo spirito che anima le più recenti esperienze artistiche di Anemoni. Esperto di grafica pubblicitaria e particolarmente sensibile ai problemi dell'ambiente e dell'inquinamento, egli va mettendo in atto una particolare tecnica pittorica che chiama Decolage, che si pone come contraltare a quella del Collage che è stato sempre uno strumento di innovazione e provocazione dei movimenti di avanguardia della pittura contemporanea.
Egli utilizza manifesti "decolati" dai muri, li rivolta e ne fa la base spaziale, entro una cornice, per le sue fantasie coloristiche. Ci troviamo di fronte a quadri di varie dimensioni in cui la materia coloristica si espande in forme varie, ora liquide , ora sfumate, che dilagano e si involvono, tali da creare un'atmosfera, uno spazio adiaforo, un magma coloristico che appare a volte suggestivo per la casuale commistione dei colori, ma a volte anche inquietante. Questo magma materiale è avvolto in una caligine densa, dai colori scuri cangianti, in movimento, che fanno intravvedere spesso frammenti di scrittura dispersi, e profili di figure umane avvolte da nuvole di materia informe e letale. Resti forse di un'umanità perduta!?"
Orario di apertura:
tutti i giorni compresi i festivi dalle 16,30 alle 19,30
Informazioni: Comune di Riccione, Assessorato alla cultura
tel 0541 608285 cell 333 2365190
Villa Mussolini
Riccione
lungomare della Repubblica
Via Milano 31