A volte la poesia viene vista come qualcosa di sfuggente, di misterioso, con parole difficili da comprendere.
Qualcosa che riguarda, quindi, una cerchia ristretta di “addetti ai lavori”; qualcosa che viene calato dall’alto, che mantiene le distanze. La poesia, invece, guarda da vicino la nostra umanità, il mondo dentro e fuori di noi.
E’ un dialogo espresso con il linguaggio dell’arte, della bellezza. Pensando a questo ciclo di incontri, abbiamo immaginato un clima simpatico, cordiale, un incontro fatto di parole semplici ma coinvolgenti. Un dialogo, quindi, che sappia andare in profondità senza perdere chiarezza. Per questi motivi abbiamo pensato al dialetto, questo linguaggio sanguigno, immediato, che ha la schiettezza nel suo DNA. Una lingua essenzialmente parlata, per molti di noi, la lingua dell’educazione familiare, del popolo, della vita di tutti i gironi. Una lingua piena d’affetto, di vita: UNA LINGUA MADRE.
Questo è il titolo della rassegna organizzata in collaborazione con il Comune di Riccione, Assessorato alla Cultura, dove si esibiranno poeti dialettali romagnoli, conosciuti e stimati. Quattro incontri, per una riflessione sul dialetto che non sia nostalgia, ma che affronti, mediante il fascino della poesia, il tema della memoria e quindi della nostra identità. Il tutto accompagnato da "degustazioni poetiche": il tè delle cinque, i bio-assaggi golosi de La Sorgente di Riccione, le note in acustico dei musicisti del Musicantiere di Riccione e su tutto la vita e le parole dei poeti.
Domenica 4 marzo 2012 ore 17,00 Gianni Fucci “Rumanz”
Giovedì 8 marzo 2012 ore 21,00 Annalisa Teodorani “Sòta la guaza”
Domenica 18 marzo 2012 ore 17,00 Gianfranco Miro Gori “Cantèdi”
Domenica 25 marzo 2012 ore 17,00 Francesco Gabellini “A la mnuda”