"La nostra è una piccola città al confine, qualche volta da questo lato, e, qualche volta dall'altro, ma sempre al confine".
"La nostra è una piccola città al confine, qualche volta da questo lato, e, qualche volta dall'altro, ma sempre al confine".
È proprio questo confine la linea, sottile e invisibile come unpensiero, sulla quale si muovono i personaggi che abitano questonon-luogo: una stazione ferroviaria. Stazione sull'orlo del collasso, perché con l'Europa Unita "un confine non ha più molta importanza".
Qui risuonano le eco del crollo sovietico, dell'abbattimento delmuro di Berlino e dei conflitti balcanici. Testimoni inermi di questi conflitti, due profughi, "piovuti" in questa stazione, che scatenanoinconsapevolmente un'esplosione in questa realtà passiva, vittimadella storia.Tutto ciò costringerà ciascun personaggio a compiere una scelta radicale, che non ammette scampo. Chi sceglie di credere incrollabilmente nel sistema, chi dal sistema vuol trarre solo profitto, chi crede ciecamente nella civiltà e chi, abbandonato ogni credo, dà libero sfogo alla violenza. L'unica spinta vitale si manifesta nello sbocciare di una storia d'amore tra due donne agli antipodi: una che desidera scoprire questo continente nuovo e l'altra condannata ad un eterno girovagare, in cerca di un luogo che possa chiamare "casa".
Teatro del Mare
via Don Minzoni, 1.
Cap: 47838 Riccione (RN)
Telefono: 0541 600112