Bellaria Film Festival, maxischermo e concerti. LA KERMESSE Marlene Kuntz e Vinicio Capossela fanno da cornice coi loro “l i ve ” in piazza. Per sdrammatizzare la “coperta corta”
Bellaria Film Festival, maxischermo e concerti. LA KERMESSE Marlene Kuntz e Vinicio Capossela fanno da cornice coi loro “l i ve ” in piazza. Per sdrammatizzare la “coperta corta”
Si apre e si chiude con la musica: il 2 giugno coi Marlene Kuntz che improvvisano sulle immagini de La signorina Else di Paul Czinner (1928) tratto dal romanzo di Schnitzler, il 6 giugno con Vinicio Capossela per il gran finale tra Paro le , trucchi e canzoni. In mezzo, diverse anteprime, tanti documentari e assaggi di cinema d’essai: dal Viaggetto sull’Appennino, con Ivano Marescotti che accompagna a piedi da Piacenza a Rimini, al vero volto della regina della moda, la direttrice di Vogue Anna Wintour, con The September Issue; dal film d’esordio di Marco Tullio Giordana, Maledetti vi amerò in pieno clima ‘68, all’incontro con Krzysztof Zanussi
per il trentennale di Solidarnosc; dalla prima assoluta sul disastro di Ustica ai rocamboleschi esordi di Pupi Avati, atteso pure nella veste di presidente (uscente) della Fondazione Fellini.
E poi l’esclusiva sui film musicali di Kaurismaki, le anteprime sulla battaglia di Cassino e sulla liberazione del Duce dal Gran Sasso, i laboratori e i concorsi (Anteprima Casa Rossa, Corto, Crossmedia, tutti Doc) al vaglio delle giurie eccellenti (formalizzati ieri i componenti).
A ripercorre l’arcipelago della 28esima edizione del Bellaria Film Festival sono il vice sindaco di Bellaria-Igea Marina Roberto Maggioli e il nuovo direttore artistico Emma Neri, giornalista già al lavoro con Ermanno Olmi che ha sostituito tra le polemiche Fabrizio Grosoli (tanto che su Facebook è attivo il gruppo “Boicottiamo il festival di Bellaria”). Con l’ingresso libero blindato, i tagli rispetto all’anno scorso ci sono stati: con 142 mila euro di budget grazie al contributo di Regione, Provincia e Comune (si affiancano le briciole degli sponsor), infatti, la decurtazione è del 20%. Neri dice di sperare «in un festival allegro» e parla di «edizione di transizione e anche un po’ anarchica » , ma il target di riferimento (lo zoccolo duro è quello dei 40-50enni, anche se i più giovani non mancano) non cambia.
Ma come sciogliere il gelo dei bellariesi rispetto al proprio “gioiello”? «Con i concerti in piazza e il maxischermo», ci prova il direttore artistico. (Fonte Il Domani di Bologna del 26/05/2010)
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