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Giornate Internazionali di Studio Pio Manzù al Teatro Novelli

Il Teatro Novelli di Rimini ospiterà il convegno: “Italia. Osservatorio internazionale sul Bel Paese, incubatore della crisi sistemica”, organizzato dal Centro Pio Manzù di Rimini e inserito nel programma delle Giornate Internazionali di studi, giunte alla 43° edizione.

Giornate Internazionali Di Studio Pio Manzù

Il Centro Pio Manzù attraverso le Giornate Internazionali di studi offrirà la possibilità di conoscere la situazione economica italiana, uno dei Paesi occidentali più colpiti dalla crisi. L’attuale situazione economica ha messo in ginocchio l’intero modello economico e l’organizzazione sociale occidentale. L’Italia rispecchia al meglio questi segnali di sofferenza che mettono in evidenza le carenze dei principali pilastri della crescita economica: stato sociale, sistema pensionistico, diritto al lavoro, occupazione, debito pubblico, fiscalità, centralità e sviluppo dell’impresa.

Questa crisi che mette in risalto la mancata crescita e la debolezza strategica nell’economia globalizzata, sarà il tema principale delle Giornate Internazionali di studio Pio Manzù, un’occasione di confronto sull’Italia e per l’Italia.

Osservatori autorevoli, studiosi, economisti ed esperti da tutto il mondo si incontreranno a Rimini per parlare di questa crisi, che non appare né ciclica, né di scontato epilogo. Un appuntamento internazionale dal quale ci aspettiamo che scaturiscano riflessioni, suggerimenti e forse soluzioni su ampia scala.

L’ingresso alla manifestazione è libero e gratuito, previa registrazione. Per informazioni sul programma e per iscriversi visitare il sito www.piomanzu.org.

Centro Pio Manzù

Il Centro Internazionale Ricerche Pio Manzù è un organismo in status consultivo generale con le Nazioni Unite che opera per l’approfondimento dei temi economici e scientifici di interesse cruciale per il futuro dell’umanità.

Obiettivi del Centro Pio Manzù:

  • propulsore di specifiche ricerche, implementando momenti di collaborazione e sinergia tra studiosi di differente estrazione culturale e professionale;
  • connettivo tra il mondo della ricerca e l’ambito politico e sociale della decisione operativa, realizzando momenti di confronto tra tutti gli interlocutori competenti. Fondato nel 1969 da un gruppo di studiosi all’avanguardia, il Centro Pio Manzù ha organizzato una rete di specialisti, staff di ricercatori operanti a Bologna, Londra, Darmstadt, Francoforte, Mosca e Boston.

 Senza fini di lucro, il Centro, pone oggi il massimo impegno nel contribuire a un più moderno e funzionale studio delle interazioni tra lo sviluppo tecnologico industriale e la sua ricaduta nell’ambiente umano e culturale.

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VENERDI’

ore 9,00

Workshop n. 1

Social netjob: emigrazione e immigrazione intellettuale. La fuga dal Bel Paese

Nell’ultimo anno i migliori 20 tra i cervelli italiani “fuggiti all’estero”, hanno contribuito alla produzione di ben 66 brevetti, che equivalgono a 334 milioni di euro, cifra che sale a 782 milioni nell’arco dei prossimi 20 anni. Un grande capitale umano che potrebbe fruttare tanto in termini di benessere per il nostro Paese. Perché avviene questo fenomeno? I dati relativi ai fondi destinati alla ricerca sono impietosi. Infatti, se nel 2000 si destinava 1,1% del PIL alla ricerca e allo sviluppo, oggi questo valore oscilla intorno all’1,3%. L’investimento in ricerca e sviluppo in Italia è sotto la media dei paesi OCSE. Italiani in fuga, immigrazione intellettuale in arrivo. Due fenomeni complementari che sono destinati a modificare il substrato intellettuale e di conoscenza di un popolo. Scienziati, docenti, imprenditori italiani e stranieri si confrontano sui limiti e sulle potenzialità del fare e creare in Italia.

ore 15,00

Workshop n. 2

La spina dorsale: scenari e destini delle piccole e medie aziende italiane

Che la profonda crisi economica degli ultimi tre anni abbia messo in ginocchio molte aziende, ed in particolare le PMI, è assodato e documentato da innumerevoli e autorevoli fonti. Ma siamo certi di parlare solo di impatti negativi? Oppure è possibile che in una situazione di seria difficoltà molte PMI per sopravvivere abbiano sviluppato le strategie corrette per continuare a competere sui mercati di riferimento? Dai mercati dell’Estremo Oriente a quelli Sud Americani una miriade di imprese italiane operano alla ricerca di nuovi sbocchi. La ‘spina dorsale’ dell’economia nazionale si muove, con lo spirito animale che da sempre la contraddistingue, producendo lavoro e reddito. Nonostante le difficoltà immense di accesso al credito, costo del lavoro, deficit infrastrutturale, il mondo delle PMI ha perfino approfittato della crisi per internazionalizzarsi. Oggi queste imprese sono oggetto di crescente osservazione, perfino dai think tank economici stranieri. Studiosi italiani e stranieri affronteranno temi che coprono un ampio arco di quesiti: i problemi della ricerca tecnologica, del finanziamento, del capitale umano e della formazione, delle strategie competitive, del marketing e delle politiche commerciali, dell’imprenditorialità e della nascita di nuove imprese.

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SABATO

ore 9,00

Workshop n. 3

Il vaso di coccio. Tra spread e fixing, lezioni sul governo delle emergenze

L’Italia, vittima del proprio debito pubblico, ha sperimentato più di altri Paesi il corto circuito tra malgoverno dell’economia e mercati finanziari. Della sua crisi debitoria si è parlato per tutto il 2011 e il percorso di superamento della crisi è ancora lungo. Metafora ed esempio dello spreco delle risorse e non controllo della spesa pubblica, l’Italia è sotto la lente d’ingrandimento dei think tank più autorevoli, oltre che delle società di rating: governanti, economisti, esperti di relazioni internazionali hanno sottratto il Paese alla sua dimensione regionale per analizzarlo come ‘batterio’ di laboratorio, capace di infettare le economie del mondo. Che lezione è stata tratta dall’esperienza italiana che possa tornare valida ed utile per il futuro dell’economia globale?

ore 15,00

Workshop n. 4

C’era una volta il Mediterraneo. Le relazioni tra Italia e mondo arabo

Nello scacchiere internazionale l’Italia ha sempre giocato un ruolo leader nelle relazioni con il Medio Oriente. Tra gli anni ‘60 e gli anni ‘80 del secolo scorso, Roma ha dimostrato come fosse possibile una politica di cooperazione internazionale ed equilibrio geopolitico, sebbene forti fossero le tensioni in atto: dal Kuwait all’Iraq, alle più recenti rivoluzioni dei popoli del Maghreb.

Ripercorrere l’esperienza storica della politica internazionale panaraba dell’Italia vuol dire anche imbattersi in esempi di straordinaria intesa e feconda partecipazione: come le relazioni con gli Stati del Golfo e, in particolare, il Sultanato dell’Oman. Idee, progetti e culture sono venute in contatto favorendo accordi e intese che le crisi politiche e la congiuntura internazionale non hanno scalfito. Quale sia la formula di questa capacità relazionale dell’Italia e quali le attese e gli scenari futuri è un utile esercizio per gettare le basi di un rinnovato ponte tra l’Unione Europea e il mondo Arabo, ovvero tra popoli in cerca di nuovi equilibri e prospettive di pace e sviluppo.

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DOMENICA

ore 9,00

Workshop n. 3

Il vaso di coccio. Tra spread e fixing, lezioni sul governo delle emergenze

L’Italia, vittima del proprio debito pubblico, ha sperimentato più di altri Paesi il corto circuito tra malgoverno dell’economia e mercati finanziari. Della sua crisi debitoria si è parlato per tutto il 2011 e il percorso di superamento della crisi è ancora lungo. Metafora ed esempio dello spreco delle risorse e non controllo della spesa pubblica, l’Italia è sotto la lente d’ingrandimento dei think tank più autorevoli, oltre che delle società di rating: governanti, economisti, esperti di relazioni internazionali hanno sottratto il Paese alla sua dimensione regionale per analizzarlo come ‘batterio’ di laboratorio, capace di infettare le economie del mondo. Che lezione è stata tratta dall’esperienza italiana che possa tornare valida ed utile per il futuro dell’economia globale?

ore 15,00

Workshop n. 4

C’era una volta il Mediterraneo. Le relazioni tra Italia e mondo arabo

Nello scacchiere internazionale l’Italia ha sempre giocato un ruolo leader nelle relazioni con il Medio Oriente. Tra gli anni ‘60 e gli anni ‘80 del secolo scorso, Roma ha dimostrato come fosse possibile una politica di cooperazione internazionale ed equilibrio geopolitico, sebbene forti fossero le tensioni in atto: dal Kuwait all’Iraq, alle più recenti rivoluzioni dei popoli del Maghreb.

Ripercorrere l’esperienza storica della politica internazionale panaraba dell’Italia vuol dire anche imbattersi in esempi di straordinaria intesa e feconda partecipazione: come le relazioni con gli Stati del Golfo e, in particolare, il Sultanato dell’Oman. Idee, progetti e culture sono venute in contatto favorendo accordi e intese che le crisi politiche e la congiuntura internazionale non hanno scalfito. Quale sia la formula di questa capacità relazionale dell’Italia e quali le attese e gli scenari futuri è un utile esercizio per gettare le basi di un rinnovato ponte tra l’Unione Europea e il mondo Arabo, ovvero tra popoli in cerca di nuovi equilibri e prospettive di pace e sviluppo.

 

Giornate Internazionali Di Studio Pio Manzù 2012
Informazioni

Teatro Novelli Rimini

Via Alfredo Cappellini, 3

Tel: 0541 24152

Centro Pio Manzù

Via Budrio, 35

47826 Verucchio (RN)

Tel. 0541 678139 – 670220

Fax. 0541 670172

info@piomanzu.org

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Dettagli Evento
12 Ottobre 2012
Congresso
Rimini, Via Alfredo Cappellini, 3
541 678139
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